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216 gigliesi vaccinati in un giorno solo

Si sono messe a disposizione le dottoresse Cecilia Villani e Maria Letizia Ceccatelli, medici di medicina generale al Giglio
La dottoressa Villani con alcune volontarie della Misericordia

ISOLA DEL GIGLIO. Forze in campo per la vaccinazione anti-Covid all’Isola del Giglio, dove nella sola giornata di ieri, domenica 12 dicembre, sono state effettuate 216 dosi.

Come per la prima somministrazione e il successivo richiamo, anche per le dosi booster, l’impegno della Asl Toscana sud est, grazie ai medici di medicina generale in servizio sull’Isola e unitamente ai volontari della Misericordia, è massimo e finalizzato a rendere gli abitanti quanto più protetti possibile dal virus e in particolare dallo sviluppo di forme gravi della malattia.

Se in una prima fase la vaccinazione era stata affidata al personale medico della Marina Militare e della Asl, con un copertura del 90% circa della popolazione del Giglio e di Giannutri, per le prime e seconde dose rimaste e le terze dosi, si sono messe a disposizione le dottoresse Cecilia Villani e Maria Letizia Ceccatelli, che ricoprono il ruolo di medici di medicina generale al Giglio.

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La dottoressa Maria Letizia Ceccatelli

Vaccinazione al Giglio, nuova seduta il 27 dicembre

«Il risultato di ieri è importante per la tutela della salute di tutti i gigliesi e lo abbiamo ottenuto grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto noi ma anche due infermieri da cui abbiamo deciso personalmente di farci affiancare e i volontari della Misericordia locale che si sono occupati di registrare le adesioni prenotando gli appuntamenti e di far firmare i moduli del consenso informato per velocizzare la procedura».

«Senza tutti loro non avremmo potuto raggiungere una cifra così importante di vaccini fatti – raccontano Villani e Ceccattelli – L’impegno richiesto è stato non da poco, perché a tutti coloro che il 2 luglio scorso avevano fatto la seconda dose e hanno deciso di fare anche la terza, sono scaduti in contemporanea i 5 mesi di intervallo previsti, parliamo di circa 500 pazienti, over 12, escludendo i lavoratori stagionali, le famiglie che d’inverno si trasferiscono sulla terra ferma e i turisti».

«Il 27 dicembre abbiamo organizzato un’altra seduta dedicata e contiamo di concludere la copertura con la terza dose di tutti gli abitanti dell’isola. In questo modo, a fronte di un minimo impegno in più da parte nostra, riusciamo a raggiungere un traguardo di immunizzazione importante in un contesto chiuso e peculiare con un’isola, dove anche da un solo caso il virus può circolare più velocemente dando origine a focolai; inoltre abbiamo fornito il servizio sul territorio, evitando che le persone, specialmente gli anziani, si debbano recare negli hub sulla terraferma».

Le dottoresse si sono occupate fin da subito delle terze dosi che alla fine di novembre scorso infatti avevano già somministrato a tutti gli over 80 e ai pazienti fragili, come previsto dalla programmazione del Governo. I vaccini sono eseguiti nell’ambulatorio medico del distretto sanitario a Giglio Porto.

«Ringrazio le due dottoresse e tutti coloro che hanno reso possibile la vaccinazione di così tante persone in così poco tempo – commenta il dottor Renato Tulino, direttore dipartimento Medicina generale – Nessuno si è risparmiato, lavorando anche nei giorni di festa, con il solo obiettivo di aumentare la copertura vaccinale con la somministrazione della dose booster e allo stesso tempo assicurare l’attività assistenziale ordinaria che le due dottoresse svolgono per gli abitanti di Giglio e Giannutri. Con la terza dose, è possibile garantire le occasione di socializzazione che si presentano durante le festività natalizie, da trascorrere con maggiore sicurezza e tranquillità».

«Come da piano di programmazione della Regione, i medici di medicina generale si stanno organizzando in gruppo per vaccinare – afferma Roberta Caldesi, direttore zona Colline dell’Albegna – I medici sulla base della loro valutazione contattano direttamente gli assistiti informandoli e organizzando la somministrazione. Questo modello si ripete anche sulla terra ferma e garantisce un’ulteriore attività vaccinale accanto a quella svolta negli hub».

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