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Yacht e superyacht attraccano in Maremma

Il progetto PortArgentario attrae sempre più navi, yacht e superyachts, a beneficiarne è tutto il territorio maremmano e non solo
Nave alla fonda Porto Santo Stefano
di Federico Catocci
PORTO SANTO STEFANO. Dai porti ai piedi del Monte Argentario, nel 2016 nacque un progetto che sta riscuotendo successo, si tratta di PortArgentario: un’iniziativa di collaborazione tra Autorità Portuale Regionale Toscana e Comune di Monte Argentario, ciascuno per le rispettive competenze e attribuzioni per i porti di Porto S. Stefano e Porto Ercole.
Panorama Porto Ercole
Panorama Porto Ercole
Negli anni è arrivato a coinvolgere realtà come la Banca Tema e 13 Comuni, allargando i propri confini. Si pone l’obiettivo di sviluppare l’economia locale con promozione turistica legata alle navi da crociera di piccole e medie dimensioni, organizzando e partecipando ad eventi di settore, creando collaborazioni tra enti pubblici e privati.
Si occupa infatti non solo dello sviluppo dei porti nella zona del Monte Argentario, ma allarga la sua attività fino allo scalo di Punta Ala, e provando a far emergere anche il porto dell’Isola del Giglio come punto strategico di attracco per le navi che vi possono farvi scalo.

I porti della Maremma al servizio del territorio

«Noi cerchiamo di supportare gli operatori commerciali e turistici del comprensorio, inserendo anche a Siena tra le mete che usufruiscono di questa strategia comune, anche per aumentarne le potenzialità» racconta Fabrizio Palombo, direttore tecnico di PortArgentario.
Presto saranno coinvolte altre realtà come l’Autorità Portuale di Livorno, meno forti rispetto a Porto Santo Stefano e a Porto Ercole nel mercato di imbarcazioni come i superyachts, e anche per questo interessati a stringere accordi che portino beneficio a entrambe le parti.
«Dal 2016 l’iniziativa di PortArgentario è stata formalizzata nel 2018. Siamo piccoli, e consapevoli di esserlo, ma abbiamo voglia di fare e di realizzare il massimo. Nel tempo abbiamo cercato di imparare da chi ne sa più di noi. L’idea del protocollo di intesa, ad esempio, è stata ripresa da quella di una serie di municipalià della Costa Brava, in Spagna, che si erano accordate in modo analogo» spiega Fabrizio Palombo, fiero delle sue origini Santostefanesi: «Patecipando alla fiera SeaTrade della crocieristica, spesso sfidavo gli altri a dirci cosa manca al nostro territorio. Abbiamo tutto, un’offerta ampissima, che altre località non hanno».
Nave alla fonda Porto Santo Stefano
Nave alla fonda Porto Santo Stefano
Descrivendo il target di riferimento dei porti locali, Palombo è ben chiaro. PortArgentario non si pone come interlocutore dei i grandi players internazionali nel campo crocieristico. Realtà come Porto S. Stefano e Porto Ercole sono in grado di accogliere navi da crociera da 400-500 passeggeri, yachts e superyachts (50-250 metri). Grazie alla loro ubicazione, oltretutto, riprati dai quadranti del nord e l’altro da quelli del sud, possono garantire l’approdo con ogni condizione meteorologica.

In aumento yacht e superyachts in arrivo

Sul target di riferimento Palombo si esprime così: «I nostri porti si rivolgono ad un target di nicchia, di qualità. L’anno prossimo, ad esempio, attendiamo una imbarcazione che ospita al suo interno un sommergibile, e alla sua sommità uno scalo per elicotteri. I numeri parlano chiaro, c’è sempre più interesse da parte di imbarcazioni di questo tipo, dal 2016, anno di inizio del progetto, i numeri sono balzati da 5 navi presenti a 32 prenotate per il 2022 e quest’anno ci sono stati circa 150 scali di superyachts. Chi viene qui, lo fa con imbarcazioni esclusive, e sa di affacciarsi ad un territorio che gli sa offrire delle vere eccellenze»
Infatti la visione del progetto prevede anche la presentazione degli scali come una sorta di vetrina comprensiva dell’entroterra circostante, con l’intenzione di invogliare e far ritornare anche chi fa scalo per un solo giorno, cercando di dare sempre una accoglienza degna dell’occasione.
Guidoncino PortArgentario
Guidoncino PortArgentario
Quello che Fabrizio Palombo tiene infine a precisare è che «PortArgentario non vende niente dai turisti, non riscuote nulla, è sostenuto dalle municipalità dei comuni che ne fanno parte». Insomma è come un trampolino messo a disposizione degli operatori locali, dal quale il nostro territorio si tuffa nel Tirreno, un mare dal quale riesce ad appassionare sempre più turisti di nicchia.

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