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Una vittima e 510 nuovi positivi, in aumento i ricoveri

Al limite di guardia i letti occupati in malattie infettive. Oggi la prima paziente trattata con il nuovo farmaco, il Molnupiravir 
Medici e infermieri n malattie infettive Covid
Personale sanitario in malattie infettive Covid all’ospedale di Grosseto

GROSSETO. Una donna è deceduta oggi, 9 gennaio, nell’area medica Covid del Misericordia, dove era ricoverata in pneumologia. Salgono anche i nuovi positivi, 510 rilevati ieri, 8 gennaio, su 2.263 tamponi, con indice di contagio in leggera discesa da 20 a 19,4. Invece i ricoverati in malattie infettive continuano a salire: ieri da 41 a 42, ma oggi, sfiorano la soglia dei 50.

I positivi in carico alla Asl sono 2.084 i contatti stretti in quarantena sono scesi a 1.128, mentre le persone guarite sono 110.

Continua il divario nel numero di tamponi eseguiti nelle tre province della Asl sudest, dove da settimane Grosseto è il fanalino di coda. Ieri 2.263 test, contro i 5.587 di Arezzo e 4.869 di Siena. Qui i positivi sono 722 (indice di contagio 14,8 per cento) mentre ad a Arezzo 954 (indice di contagio 17 per cento).

Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio provinciale, il report segnala per ieri 184 a Grosseto, 50 a Follonica, 35 a Orbetello, 33 a Massa Marittima, 32 a Monte Argentario, 17 a Roccastrada e a Gavorrano, 16 a Manciano, 10 a Sorano, Campagnatico e a Castel del Piano, 9 a Cinigiano, Arcidosso, Magliano in Toscana, Pitigliano e Scarlino, 6 a Scansano, 4 a Santa Fiora, Capalbio e a Civitella Paganico 2 a Castell’Azzara, Monterotondo Marittimo, 1 a Montieri, Roccalbegna, Seggiano e Semproniano.

Oggi la prima paziente trattata con il Molnupiravir

Intanto, oggi, è stata consegnata a una paziente la prima confezione di Lagervio, nome commerciale del Molnupiravir, il nuovo farmaco antivirale per il trattamento del Covid, approvato dall’Agenzia italiana del farmaco il 22 dicembre e distribuito alle Regioni il 4 gennaio.

Una bella immagine sorridente di Cesira Nencioni
La dottoressa Cesira Nencioni

«Il farmaco agisce in maniera diversa dagli anticorpi monoclonali e da altri fin qui utilizzati nella cura del Covid, in quanto impedisce al virus di replicarsi nel corpo umano, mi si passi il termine, “creando confusione”», spiega Cesira Nencioni, direttrice del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Grosseto.

«Tecnicamente si dice che produce una “catastrofe dell’errore virale“, che impedisce all’infezione di evolvere in forme più gravi, riducendo del 30 per cento il rischio di ospedalizzazione».

Tuttavia questo farmaco viene prescritto solo

  • in pazienti non ospedalizzati,
  • con particolari patologie (pazienti oncologici, con insufficienza renale cronica esclusi quelli in dialisi, con patologie polmonari, gli immunodepressi, gli obesi chi soffre di diabete o di malattie cardiovascolari)
  • e che abbiano più di 18 anni.

«Se c’è una di queste patologie – aggiunge Nencioni – il paziente ha più di 18 anni e non è ricoverato, può essere trattato con il Molnupiravir. La cura è semplice, poiché le compresse vengono prese a casa, secondo la posologia indicata dall’Aifa, ma vanno assunte entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Vengono consegnate ai pazienti nel nostro reparto, dopo che ci è stata inviata una scheda di segnalazione da parte del medico che ha visto il paziente».

Dunque può essere il medico di famiglia, un medico del pronto soccorso, dell’Usca, uno specialista a segnalare il paziente quando ci sono le condizioni cliniche. Sono poi gli infettivologi che valutano il caso, dopodiché la persona viene contattata e gli viene consegnato il farmaco.

«Certamente questa è una cura in più contro il Covid, ma l’unica vera arma, non mi stanco mai di ripeterlo, che potrà porre fine alla pandemia, resta il vaccino insieme alla prevenzione dei contagi attraverso comportamenti responsabili», conclude Nencioni.

 

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