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Si tolgono la toga per il posto fisso

L’analisi del presidente dell’Ordine Carlo Valle: «Calano le “vocazioni”, la crisi economica ha colpito pesantemente la nostra professione»

GROSSETO. C’è chi ha scelto di partecipare e ha vinto concorsi pubblici, chi ora lavora in banca. Negli ultimi tre anni, 15 avvocati hanno chiesto la cancellazione del loro nome dall’Albo. Una scelta, quella di cambiare lavoro, che non ha colto di sorpresa l’Ordine degli avvocati di Grosseto. E le motivazioni, sono abbastanza comprensibili.

Poche pratiche, soprattutto per i più giovani o per chi, tra i professionisti, non è riuscito a ritagliarsi uno spazio accanto agli studi più grandi e ai colleghi più intraprendenti, guadagni sempre più bassi e tante spese. «A tutto questo poi si è aggiunto anche il Covid, che in qualche caso ha dato il colpo di grazia a una categoria, la nostra, che da anni sta vivendo un “calo delle vocazioni” che prima non c’era». A parlare è Carlo Valle, presidente dell’Ordine degli avvocati di Grosseto, che ha visto, negli anni, calare il numero degli iscritti all’Ordine.

«Non si tratta di un’emorragia – dice Valle – ma proprio di un calo della vocazione: i praticanti, nel 2018, erano 139, oggi sono invece 121». Parliamo di avvocati, o meglio, di ex avvocati, professionisti che dopo anni di studio, lavoro e sacrifici hanno rinunciato al nobile sogno di difendere i diritti dei cittadini di fronte al muro insormontabile della crisi della professione.

Oramai da molti anni il numero di iscritti all’Albo decresce, per non parlare di chi sceglie di rinunciare all’iscrizione pur di non far fronte agli oneri contributivi e a tutte le spese connesse ad una professione prestigiosa ma attraversato da una crisi dalle radici profonde.

Il primato di Grosseto: un esercito di avvocati

Eppure Grosseto, che da quando Montepulciano e Siena si sono unite, è rimasto il foro più piccolo della Toscana, ha sempre avuto una rappresentanza di avvocati più alta della media regionale, che viene calcolata rispetto al numero degli abitanti. Insomma, un grandissimo numero di avvocati che popolano il nostro paese, se si pensa al dato nazionale, che stimava la presenza di 388 avvocati ogni 100mila abitanti. In Francia (report Sole 24Ore 2020), erano invece 100 ogni 100.000 abitanti.

L'avvocato Carlo Valle, presidente dell'Ordine forense
L’avvocato Carlo Valle, presidente dell’Ordine forense

«L’Ordine di Grosseto ha sempre avuto un numero molto alto di iscritti – spiega Valle – e questa particolarità è dipesa dalla struttura economica della provincia». Negli anni Ottanta e Novanta, in tanti hanno avuto la possibilità di studiare e iscriversi all’Università. E tra le professioni, la più gettonata è sempre stata quella dell’avvocato. «Negli anni Novanta – ricorda il presidente dell’Ordine degli avvocati – si partì da Grosseto quasi in 100 per andare a sostenere l’esame di Stato. Ora il numero è drasticamente sceso, se si arriva a 15/20 dottori in Giurisprudenza per sessione è grassa».

Sono diversi i motivi di questa contrazione delle iscrizioni a Giurisprudenza. Ci sono tanti corsi nuovi, le facoltà hanno diversificato l’offerta formativa. E la toga, con tutte le sue difficoltà, non attrae più i giovani come un tempo. «In più – dice Valle – anche il fattore economico non è una spinta a intraprendere la nostra professione. La provincia di Grosseto, poi non ha grandi aziende e propone anche poche specializzazioni che potrebbero servire invece a far crescere gli studi».

Associarsi e specializzarsi

Per scattare una fotografia della crisi che stanno attraversando gli avvocati, basta guardare i numeri di chi accede al gratuito patrocinio, che ormai sono la maggioranza. Possibilità questa, riservata a chi ha un reddito Isee di meno di 12.000 euro. Gli avvocati, soprattutto i più giovani, spesso vivono di questo. E i clienti che non hanno accesso al gratuito patrocinio, in molti casi, stante la crisi economica di questi anni e quindi il Covid, fanno fatica a pagare e rimandano appuntamento dopo appuntamento, il saldo della parcella. «Sono anche i numeri della Cassa forense a dare il polso della situazione – aggiunge l’avvocato Valle – il 20-30% dei professionisti versano l’80% dei contributi totali per pagare le pensioni. Anche questo numero racconta come la nostra professione non sia più quella di un tempo». Un tempo –  raccontano i colleghi più anziani – quando un avvocato che lavorava in uno studio professionale in città e che era conosciuto, riusciva a mettere via i soldi per acquistare un appartamento all’anno. Tempi d’oro, che ormai sono passati. Mantenere uno studio costa e diversi avvocati, negli ultimi anni, hanno scelto di lasciare la professione per trovarsi un impiego che garantisce loro lo stipendio.

Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

«C’è poi il fatto che i praticanti fanno fatica a trovare un posto di lavoro e che all’inizio, quasi sempre, debbano svolgere la professione gratuitamente – dice Valle – anche questo è un limite che spesso frena i più giovani a iscriversi a Giurisprudenza».

L’avvocato Valle, già presidente della Camera penale di Grosseto, è il primo penalista ad essere stato eletto presidente dell’Ordine degli avvocati di Grosseto. È in carica dal luglio 2019, ed è stato il primo presidente ad essere eletto con la nuova legge elettorale forense. Un inizio con non poche difficoltà, che sono aumentate quando è esplosa l’emergenza Covid che ha paralizzato anche i tribunali e ha imposto una frenata colossale al lavoro degli avvocati. «Ora fortunatamente il lavoro sta riprendendo – dice il presidente dell’Ordine degli avvocati – Ci auguriamo che non sia soltanto una ripartenza spot, ma che si possa tornare ai numeri pre pandemia. Ma per provare a dare una nuova spinta alla professione, in provincia, sono necessarie due cose: le specializzazioni e gli studi associati, che siano veramente tali e non soltanto la suddivisione delle spese e degli spazi da occupare con la scrivania».

Specializzazioni che in una provincia dove gli avvocati si trovano spesso a occuparsi di tutte le materia del diritto, potrebbero portare nuovo ossigeno nella professione, evitando che i clienti si rivolgano ad avvocati di altri Fori. Investendo quindi nella formazione e creando poi associazioni tra avvocati che possano occuparsi, ciascuno per la propria parte, di tutto quello di cui hanno bisogno i clienti.

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