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Tesoro a Montecristo, Pecorelli resta in silenzio

L’imprenditore che aveva detto di sapere dove erano nascoste le monete d’oro non ha risposto ai carabinieri del nucleo investigativo
Davide Pecorelli davanti alla caserma
Davide Pecorelli davanti alla caserma a Porto Santo Stefano

PORTO SANTO STEFANO. È rimasto poco più di un’ora nella caserma dei carabinieri di Porto Santo Stefano, dove era stato fissato l’interrogatorio di Davide Pecorelli, l’imprenditore aretino scomparso e ritrovato dopo 9 mesi al largo di Montecristo.

Accompagnato dall’avvocato Giancarlo Viti di Perugia, il quarantacinquenne si è presentato alla caserma dei carabinieri di Porto Santo Stefano alle 9,30 per rispondere alle domande dei carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto. Ma Pecorelli, indagato per ricettazione non ha risposto alle domande degli investigatori. «Non sapevamo dell’indagine per ricettazione – ha detto l’avvocato Viti prima di entrare in caserma – il mio cliente si avvarrà della facoltà di non rispondere».

 

Così è stato: Pecorelli, è uscito poco dopo dalla caserma, senza ricostruire davanti ai carabinieri di Grosseto, quello che ha già detto più volte. Ovvero che lui era a Montecristo per cercare il tesoro del Conte, confermando che il tesoro sia proprio lì.

 

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