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Amoroso a 40 anni trascina l’Orbetello Scalo

L’attaccante dell’Orbetello Scalo fa ancora la differenza: «Qui mi diverto e la società ci sta vicina con enormi sacrifici»
Orbetello Scalo e Atletico Grosseto in campo prima dell’inizio del match

di Giancarlo Mallarini

Orbetello Scalo – Atletico Grosseto 2-1 (0-1)

ORBETELLO SCALO: Sassu, Piersanti, Castriconi, Benocci, Lampredi, Francese, Cardosa, Del Sarto, Larini, Stella, Petroselli. A disposizione: Di Biase, Di Tonno, Amoroso, Giovanni, Porta, Tagli. Allenatore: Alessio Porta.

ATLETICO GROSSETO 2015: Tarantino, Urru, Mallarini, Guido, Caruso, Schiavo, Marra, Chiodi, Di Terlizzi, Spuma, Frensi. A disposizione: Capasso, Mido, Bartalucci. Allenatore: Paolo De Blasi.

ARBITRO: Terramoccia.

RETI: 43’ Schiavo, 22’ st Amoroso, 46’ st Amoroso.

NOTE: al 42’ Sassu ha respinto un calcio di rigore battuto da Schiavo. Ammoniti Piersanti, Amoroso, Guido, Di Terlizzi. Calci d’angolo 3-3. Recupero: 0’+5’. Il direttore di gara Terramoccia ha firmato la gara numero 140.

ORBETELLO SCALO. Un tempo per uno. Unica differenza Amoroso, che i padroni di casa mettono in scena ad inizio ripresa. Il numero 15 prima pareggia, quindi mette nel sacco la rete del successo facendo brillare l’Orbetello Scalo con la dicitura «Ho quarant’anni ma non li considero».

È il succo di una gara dove l’Atletico Grosseto è piaciuto per tutta la prima frazione dove ha impedito ai gialloverdi di affacciarsi nei propri 16 metri imbrigliandone le manovre al centro e facendosi pericoloso nei pressi di Sassu. Tutta questa la grande mole di lavoro non ha trovato respiro nelle conclusioni, è stata mortificata dalla consueta incapacità di trovare il guizzo finale, quello che premia il gioco del calcio chiamato gol. Di Terlizzi raccoglie il cross dalla sinistra di Spuma, conclude sotto misura, Sassu risponde alla grande mettendo la sfera in calcio d’angolo (11’), al 27’ la punizione di Schiavo vola alta, al 36’ il diagonale di Guido non trova lo specchio, al 37’ Chiodi, dalla mezza distanza, mette fuori di poco. L’Orbetello Scalo non riesce a spostarsi in avanti, non trova i giusti meccanismi per circoscrivere l’avversario, soffre. Al 42’ Mallarini mette in area un calcio di punizione dove arriva in anticipo Spuma, che viene messo giù, è rigore. Batte Schiavo, Sassu devia sulla traversa, riprende Schiavo per il meritato vantaggio della formazione di mister De Blasi.

Il tecnico Porta attinge dalla panchina, entrano subito Di Biase e Amoroso, al 9’ tocca a Di Tonno. Il panorama cambia immediatamente nonostante l’ottima azione (5’) di Guido, che arriva in scioltezza al tiro sbagliando la mira. Al 19’ Di Tonno è raggiunto da un bel lancio verticale, il tiro è alto. Questo vale come preludio al pareggio. Di Tonno lavora bene al limite, guarda in area, appoggia la sfera al centro, l’anticipo di Amoroso è fatale per Tarantino, 1-1. La fase centrale del secondo tempo non registra altre emozioni, si notano la maggior consistenza agonistica dei padroni di casa e un calo dell’Atletico. Al 40’ Sassu è ancora protagonista deviando di piede un tiro di Guido deviato da un suo compagno. Al 46’ mischia in area dell’Atletico, Amoroso la risolve con un diagonale vincente. L’Atletico Grosseto cerca il pari fino al termine. Al 49’ la punizione di Guido è pericolosa ma Sassu e la difesa puliscono l’area.

QUI IL QUADRO DOPO L’OTTAVA GIORNATA

Gabriele Amoroso, 40 anni ma non li dimostra

Non dimostra 40 anni nel fisico e, ancora di più, in campo. Gabriele è il firmatario di una doppietta, che rilancia sé stesso e l’Orbetello Scalo. Una domenica in grassetto, quarantacinque minuti per ribadire che le qualità tecniche non si disperdono, nemmeno si diluiscono, con il passare del tempo.

«Mi assiste un fisico asciutto e tanta gioia nel giocare a dispetto di qualche condizionante problema muscolare al polpaccio. Aggiungiamo anche la lunga sosta per il Covid e il quadro è completo».

Voce limpida, tono deciso. «Non sono mai stato zitto, ho sempre detto quello che penso a chiunque ho incrociato in carriera, ho un carattere sincero. Anche troppo. Nello spogliatoio non ho mai fatto parte a gruppi o a frange. Quello che avvertivo lo esponevo a chi di dovere. Questo ha avuto un costo elevato, ha significato scontri verbali, incomprensioni e momenti di attrito con qualche allenatore del passato. Non ho ottenuto il giusto rispetto, elemento basilare nella vita e nello sport».

Gabriele Amoroso

Una doppietta rappresenta un robusto ricostituente.

«Non ci sono dubbi. La soddisfazione è enorme, portatrice di ottimismo e grande autostima. Ho scelto l’Orbetello Scalo con slancio e sincerità. Qui la gente mi vuole bene, mi sorride, mi incita, mi fa sentire importante. Qui mi diverto e la società ci aiuta con grandi sacrifici. Mi voglio gustare il gioco del calcio, desidero condividere con i miei compagni, l’allenatore e i dirigenti la bellezza del mondo dilettantistico dove occorre sempre restare con i piedi per terra senza emulare i professionisti. Nel nostro pianeta tutti lavorano, vanno al campo, si allenano, la domenica giocano con entusiasmo e serietà. Essere dilettanti non è un disonore, bensì una ricchezza da non disperdere».


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