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«Ha tentato di uccidermi strangolandomi»

Coppia finisce nei guai: lui è accusato di tentato omicidio, lei di omissione di soccorso. Erano ospiti di una 47enne di Orbetello
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

ORBETELLO.  Era finita in rianimazione, il 17 dicembre 2020, dopo che un ragazzo che stava ospitando con la fidanzata, le aveva stretto le mani intorno al collo e le aveva spaccato una bottiglia in testa. La donna, una quarantasettenne di Orbetello, si era salvata solo perché era riuscita ad arrivare fino al telefono e a dare l’allarme al 118.

 Derick Ranier Mendes Tiribocchi, un ragazzo di origini brasiliane di vent’anni, è in carcere a Grosseto con l’accusa di tentato omicidio.  La prossima settimana, difeso dall’avvocato Emiliano Goracci, sarà sentito in tribunale. Durante l’udienza preliminare infatti, il ventenne ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e sarà sentito lui e anche la vicina di casa, che dovrà spiegare cosa sia successo quella sera nell’appartamento della donna soccorsa dal 118 in condizioni gravissime.

Il ragazzo, quella sera a casa della donna, non era solo: con lui c’era la sua compagna, Federica Cesareo, anche lei di 47 anni, che è stata rinviata a giudizio dal giudice Adolfo Di Zenzo. La donna è accusata di omissione di soccorso e il processo nei suoi confronti si aprirà il 18 novembre.

Ma c’è un’altra spada di Damocle che pende sulla testa del ventenne: il ragazzo infatti è accusato di aver accoltellato un giovane di origini messicane alla stazione di Grosseto. Per quell’episodio, avvenuto lo scorso luglio, la Procura ha chiesto e ottenuto l’aggravamento della misura. È stato quindi portato in carcere.

Cesareo – sostiene il sostituto procuratore Giovanni De Marco, che ha coordinato le indagini dei carabinieri – era nella casa della quarantasettenne, alla quale la coppia aveva chiesto ospitalità, quando il giovane l’avrebbe aggredita. La donna era andata a dormire: Tiribocchi sarebbe stato ubriaco e avrebbe cominciato a fare rumore. La donna, parzialmente invalida, gli avrebbe chiesto di smetterla ma per tutta risposta, il ventenne l’avrebbe tirata giù dal letto spaccandogli una bottiglia vuota in testa e poi avrebbe tentato di strangolarla. Né lui, né la sua compagna che avrebbe se non visto, almeno sentito tutto quello che era successo nell’appartamento, avrebbero dato l’allarme al 118 per soccorrere la quarantasettenne.

Era stata lei, a sporgere denuncia ai carabinieri dal letto dell’ospedale, dov’era ricoverata nel reparto di Rianimazione. Goracci, che difende entrambi gli imputati, ha scelto, nel caso della Cesareo, il rito ordinario: la donna, accusata di omissione di soccorso, sarà giudicata durante il processo celebrato dalla giudice Laura Previti.

 

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