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Tenta di prelevare con la carta rubata: condannato

L’uomo era stato riprese dalle telecamere: incastrato dallo scooter senza cavalletto riconosciuto dai carabinieri
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

FOLLONICA. I carabinieri lo avevano riconosciuto dalle immagini delle telecamere puntate sullo sportello bancomat. Perché di guai, Antonio Pirozzi, napoletano di 39 anni residente da tempo nella città del golfo, ne aveva fatti diversi. E quando un follonichese si era presentato in caserma perché qualcuno, la sera prima, aveva approfittato di pochi minuti di assenza e aveva portato via due borsetti che erano appoggiati sul divano, per denunciarne il furto, spiegando che pochi minuti dopo le carte erano state utilizzate per fare un prelievo, non ci hanno messo troppo a individuare il responsabile del prelievo. Che è stato accusato di ricettazione e di indebito utilizzo delle due carte. Con le quali aveva tentato di prelevare 250 euro.

Difeso dall’avvocato Stelio Pugi, Pirozzi è stato giudicato con il rito abbreviato. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro aveva chiesto una condanna a 2 anni e 400 euro di multa. Condanna che è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna. 

Marco Mezzaluna

La sera dell’8 luglio 2018, a Follonica, qualcuno era riuscito a portare via, tra le 20 e le 20.45, i due borsetti che erano sul divano nel salotto del follonichese che poi aveva sporto denuncia. Dentro c’erano 40 euro in contanti e due carte.  Alle 20.48, quando l’uomo contattò il servizio clienti per bloccare la carta, gli fu detto che era stato effettuato un tentativo di prelievo al bancomat del Monte dei Paschi.

I carabinieri, una volta acquisiti i filmati delle videosorveglianza, hanno individuato il responsabile del tentativo di prelievo: Pirozzi era arrivato infatti al bancomat in sella al suo scooter che aveva appoggiato a un paletto, perché era sprovvisto di cavalletto. I militari avevano notato quel dettaglio proprio nei giorni precedenti alla denuncia e quando hanno visto Pirozzi avvicinarsi al bancomat dopo aver parcheggiato lo scooter non hanno avuto dubbi. La sua identità era stata poi confermata dai tabulati telefonici, che lo segnalavano poi la stessa sera in quella zona e dalla foto segnaletica, confrontata con il fermo immagine delle telecamere della banca. Il giudice ha condannato l’uomo anche al pagamento delle spese processuali.

 

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