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Sciopero, niente tempo pieno fino a fine mese

Genitori sul piede di guerra a Scarlino e Gavorrano: scrivono al Prefetto. I dipendenti della mensa mettono un cartello davanti alla scuola: «Noi non c’entriamo».
Il cartello davanti alla scuola di Scarlino
Il cartello dei dipendenti della mensa davanti alla scuola di Gavorrano

SCARLINO. Mamme e babbi sul piede di guerra e dipendenti della Cirfood, la cooperativa che gestisce il servizio mensa delle scuole del comprensivo di Scarlino e Gavorrano, infuriati. Tanto che questi ultimi, ieri, hanno appeso un cartello davanti alla scuola di Gavorrano: «Comunicato mensa: non siamo noi a fare sciopero. La mensa è garantita».

Eppure, tutte le volte che viene indetto uno sciopero, per gli alunni delle scuole di Scarlino e Gavorrano salta il tempo. I genitori sono quindi costretti ad andare a riprendere i loro figli a scuola prima di pranzo e i dipendenti che si occupano della mensa, invece, perdono ore di lavoro per scioperi ai quali non aderiscono.

Ma c’è anche un altro paradosso, sottolineato dai genitori degli studenti: il fatto che spesso, a scuola, gli insegnanti ci sono perché non hanno aderito allo sciopero. Ma salta invece, il servizio di scuolabus all’andata.

«Insomma, i nostri figli non possono prendere lo scuolabus all’andata – dice una mamma – devono essere ripresi da scuola prima dell’orario di pranzo e non seguono il doposcuola anche se il servizio mensa è attivo e ci sarebbero anche gli insegnanti. È una situazione paradossale, questa».

I genitori scrivono al dirigente e al prefetto

Margherita Losurdo è la rappresentante dei genitori della seconda elementare della scuola di Scarlino Scalo. «Dall’inizio dell’anno scolastico questa situazione si è verificata più volte – dice – e oggi ci è stata consegnata una nuova comunicazione, con la quale la scuola ci avverte che fino al 31 ottobre sarà sciopero e che quindi gli alunni dovranno essere ripresi alle 13,30 al massimo».

Una comunicazione che ha mandato su tutte le furie non soltanto i genitori, costretti ad organizzarsi per portare a casa i loro figli prima di pranzo, ma anche i dipendenti della mensa, che stanno perdendo ore e ore di lavoro che vorrebbero (e potrebbero) svolgere serenamente. Anche perché gli insegnanti a scuola ci sarebbero e potrebbero garantire anche la permanenza nel pomeriggio.

Per questo, hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere al nuovo dirigente scolastico, al provveditore e anche al prefetto di Grosseto. 

«A differenza dei plessi scolastici della provincia di Grosseto, il nostro, ogni qualvolta viene indetto uno sciopero sospende il servizio mensa – si legge nella lettera –  così obbligando tutti gli studenti ad uscire prima di pranzo. Il diritto allo sciopero è sacrosanto e non siamo qua a mettere in discussione ciò». Ma il personale scolastico, docente e non, spesso non aderisce agli scioperi indetti.

«Il risultato però è sempre un obbligato turno antimeridiano – prosegue la lettera – Come può essere condivisibile questa scelta? Ci è stato detto l’anno scorso che il disservizio fosse dovuto dalla Cir Food, ma abbiamo appreso nel tempo che non è così. Negli altri plessi hanno un’organizzazione che garantisce mensa e tempo pieno per gli alunni che la mattina fanno ingresso regolare e sembra funzionare senza recare malcontenti a nessuno.

Oggi, giovedì 21 ottobre, senza alcun preavviso è stato notificato il prolungamento dello sciopero fino al 31 ottobre  «lasciandoci in grossa difficoltà e molto indignati – proseguono i genitori –  Chiediamo a questo punto una soluzione emergenziale ed imminente che sia l’attivazione della mensa o la possibilità di un pranzo al sacco».

 

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