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Sapori e Gusto, il vescovo: «Pronto a dare una mano»

Albinia, monsignor Giovanni Roncari si dice disponibile a fare tutto il possibile per trovare una soluzione alla delicata vicenda
Il vescovo Giovanni Roncari durante l'omelia
Il vescovo Giovanni Roncari

ALBINIA. La drammatica situazione della ex Copaim di Albinia, la Sapori e Gusto italiani, con 53 persone a casa e la produzione ferma, scalda fino a un certo punto la politica. A parte poche eccezioni, nei giorni scorsi si è mosso il senatore Roberto Berardi, c’è un tavolo di crisi regionale, peraltro partito molto tardi, al momento non sono state messe in campo azioni forti per la difesa dei posti di lavoro.

A muoversi adesso è il vescovo Giovanni Roncari che, preoccupato per le famiglie, si dice disposto a collaborare per risolvere il problema. C’è un anno di tempo per trovare un investitore che rilevi l’azienda, di proprietà del gruppo Beretta.

«Guardo con attenzione ed apprensione all’evolversi della situazione della Sapori e gusto toscani, ex Copaim e alla sorte dei 53 lavoratori, per i quali è stata attivata la cassa integrazione straordinaria, e delle loro famiglie. Ci rendiamo conto che il lavoro è un bene oltremodo prezioso in un territorio come il nostro, dove il tasso di disoccupazione continua a far preoccupare e dove la presenza di industrie di trasformazione è quanto mai indispensabile per poter completare il circuito della filiera agroalimentare».

«Come vescovo di questa terra mi rendo sinceramente disponibile, laddove le parti possano ravvisarlo utile, a dare il mio modesto contributo per favorire il dialogo necessario a verificare se possano esservi vie di uscita praticabili. Leggo che c’è già un tavolo di crisi aperto in Regione, dove certamente professionalità e competenze adeguate non mancano. Tuttavia sono disponibile a fare la mia piccola parte».

«Senz’altro non manca e non mancherà la mia preghiera per questa vertenza e per tutti i lavoratori che vedono a rischio il loro posto».

«Tra pochi giorni sarò a Taranto, con una delegazione delle diocesi di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello, per partecipare alla 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”, per testimoniare quanto questi temi siano nell’agenda della Chiesa italiana col desiderio vivo di essere accanto a chi produce e a chi lavora per rafforzare la coesione territoriale, le buone pratiche e guardare al futuro con più speranza. Questo per dire che la Chiesa c’è, concretamente; il vescovo è per voi».

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