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Sanitari non vaccinati: in 11 si rivolgono al giudice

Fissate le prime udienze per il reintegro dei lavoratori nei loro posti dopo che l’Asl li ha sospesi
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. Hanno scelto di non sottoporsi al vaccino per il Covid-19 e sono stati sospesi dal servizio. Ora 11 sanitari, tra operatori, infermieri e medici, si sono rivolti al giudice del lavoro e già il 14 e il 15 dicembre sono state fissate le prime udienze.

Assistiti dall’avvocato Paolo Serra, che sta seguendo una cinquantina di dipendenti dell’Asl, gli undici sanitari chiedono di poter tornare al lavoro, così come già avvenuto per una quindicina di loro, che sono stati esonerati dall’obbligo della vaccinazione per motivi di salute.

In Maremma, solo poche settimane fa, gli operatori sanitari non vaccinati erano 150. E le sospensioni stanno via via arrivando a tutti. I ricorsi degli 11 sono già stati notificati all’Asl e il giudice Giuseppe Grosso ha già fissato le prime udienze, dal momento che si tratta di ricorsi d’urgenza per il reintegro dei lavoratori nei loro posti.

«I ricorsi che abbiamo presentato – spiega l’avvocato Paolo Serra – si basano su tre profili differenti. Non stiamo parlando di personale “no vax” a prescindere, ma di lavoratori che ritengono che la sperimentazione non sia ancora compiutamente conclusa e che i dati in possesso non definiscano esattamente quelli che potranno essere, un domani, gli effetti collaterali».

L'avvocato Paolo Serra
L’avvocato Paolo Serra

I profili sui quali si poggiano i ricorsi presentati dall’avvocato Paolo Serra, che ha anche manifestato contro l’obbligo del green pass sono quello di illegittimità dell’atto amministrativo di sospensione firmato dall’Asl, la questione di costituzionalità, e di rimansionamento. «La giurisprudenza sul punto della costituzionalità è chiara – spiega l’avvocato – Non ci sono i requisiti per imporre la vaccinazione obbligatoria quando il principio non è stato oggetto di adeguata sperimentazione e farmacovigilanza». 

Il ricorso presentato dall’avvocato Serra ha quindi carattere d’urgenza proprio perché al giudice viene richiesto il reintegro del dipendente sospeso nella mansione che svolgeva prima della sospensione. «La somministrazione del vaccino è stata autorizzata prima che fossero stati raccolti i dati completi – aggiunge Serra – ed è questo che ha messo in allarme i miei clienti. Che sono anche preoccupati perché comunque, anche chi ha scelto di vaccinarsi, non è risultato immunizzato: ha dovuto continuare a indossare la mascherina e a tenere il distanziamento. Non è vero poi che chi si è vaccinato sia non contagioso, nel caso in cui contragga il Covid e soprattutto sono le reazioni avverse a non poter essere attualmente previste con esattezza e a preoccupare i sanitari che si sono rivolti a me».

Ora non c’è altro da fare che attendere la decisione del giudice.

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