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Rubate da sotto l’albero le mance per i bambini

Nella notte tra il 26 e il 27 dicembre, la famiglia Gestri nel mirino dei ladri. Furti anche in altre 3 abitazioni della zona
Ladro

di Federico Catocci

GROSSETO. «Mia figlia di 11 anni, l’ha presa molto male: è una bambina sensibile, e se non ti senti sicuro in casa tua, coi tuoi genitori, è facile che tu possa vivere male anche altre situazioni».

A parlare è Enrico Gestri, che gestisce una tabaccheria col fratello, in via Giulio Cesare, a Grosseto. Vittime del furto lui con la sua famiglia, che abitano in un appartamento in via Arcidosso.

La notte tra il 26 e il 27 dicembre, mentre dormiva, ha sentito un rumore, ma non ha pensato potesse essere molto diverso dai soliti che sente sempre. Ha pensato fosse il vicino, o qualcosa che fosse caduto in casa lasciato in equilibrio precario su qualche mobile dai suoi bambini. Dopo quel rumore, più nulla. Sicuro che non ci fosse motivo di alzarsi per controllare, si è rimesso a dormire.

Invece, alla fine del corridoio che li separava dalla sua camera, i ladri si erano appena messi all’opera all’esterno della finestra della sala. Praticando un piccolo foro nell’infisso e riuscendolo ad aprire.

Soldi, mance di Natale e sigarette

L’obiettivo del furto sono stati soprattutto i contanti, nessun altro bene di valore è stato toccato, forse per la maggiore difficoltà a trarne un profitto, dovendolo poi piazzare per trarne guadagno più concreto.

«Hanno portato via contanti, mance natalizie destinate anche ai bambini, e 2 pacchetti di sigarette – dice Gestri – Hanno spento le luci dell’albero, che era collegato ad una multipresa dentro al mobile vicino. Lo hanno aperto e la hanno spenta. Se ne sono andati e hanno richiuso la finestra. Se la mattina passando davanti alla sala, non mi fossi accorto che l’albero di Natale era spento, avrei quasi del tutto ignorato che ci fosse stato un furto».

Eppure la via dove Enrico Gestri vive, risulta ben illuminata, tra le luci anche nei terrazzi e quelle del vicino che subì un furto (e da allora ha messo una bella illuminazione), afferma: «Non dico sia San Siro, ma quasi, eppure, sono entrati proprio dal lato dove è più illuminato. E non solo da me, stanotte si contano altri 3 furti nella zona. Davanti a me, una signora, tempo fa, subì un furto alle 11 di domenica».

A far arrabbiare Enrico, non è tanto il furto in sé, che oltretutto gli ha portato via le classiche mancette natalizie destinate anche ai bambini, ma, come lui stesso sostiene: «L’amarezza più grande è constatare che la sicurezza ancora una volta è carente. Mia moglie è molto più arrabbiata di me. Mi chiedo cosa poteva succedere se mi fossi alzato e li avessi trovati lì – dice – Anche perché tra me e mia moglie durante la notte ci siamo alzati da letto. Mia figlia di 11 anni, adesso, è visibilmente scossa, si sente insicura, la ha presa molto male, è una bambina sensibile, e se non ti senti sicuro in casa tua, coi tuoi genitori, è facile che tu possa vivere male anche altre situazioni».

Anche oggi Enrico, si è di nuovo recato sul posto di lavoro come tanti altri. Ma a differenza di molti, ha affrontato la solita routine quotidiana con un macigno sul cuore. Stasera, una volta che saranno tutti di nuovo a casa, a mente fredda, partirà la conta e il recupero dei danni, di quelli che vanno al di là del valore monetario.

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