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L’olio di oliva del Monte Amiata riparte da “SOLIO”

Il progetto, dedicato al miglioramento della qualità dell’olio di oliva, coinvolge i produttori dell’Amiata, insieme a Cnr e Università di Pisa
Un momento della presentazione del progetto SOLIO
Un momento della presentazione del progetto SOLIO

MONTE AMIATA. Si chiama SOLIO, il progetto dedicato al miglioramento della qualità dell’olio di oliva, messo a punto dalle cooperative agricole La Seggianese e Colline amiatine, insieme al Cnr e all’Università di Pisa. SOLIO, acronimo di “Soluzioni per l’aumento del valore organolettico dell’OLio extravergine di oliva attraverso l’applicazione di Innovazioni nella filiera Olearia” ha come obiettivo quello di incrementare la qualità dell’olio extravergine di oliva, valorizzando in particolare le peculiarità olfattive dell’olio di Olivastra seggianese (Olio Seggiano Dop) e di altre cultivar toscane (Olio Toscano Igp).

Il percorso parte dalle due cooperative amiatine che raccolgono produttori di tutto il territorio, con capofila La Seggianese, affiancate per l’aspetto scientifico dal Cnr insieme all’Istituto per la BioEconomia (Ibe) e al Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa.

«Per il nostro futuro, è fondamentale innalzare la qualità degli oli prodotti nei frantoi cooperativi e aumentarne potenzialmente il prezzo di vendita, di conseguenza la remunerazione per i soci»,  dichiarano Marta Gigliotti e Simone Governi, presidenti delle cooperative La Seggianese e Colline Amiatine. «Progetti del genere sono importantissimi per portare innovazione nelle pratiche agricole e rendere più competitive le nostre realtà».

SOLIO in 4 punti

Per raggiungere l’obiettivo entro la scadenza del progetto, che ha una durata di 2 anni, sono stati individuati quattro pacchetti di lavoro diversi, ma strettamente collegati tra loro:

  1. Controllo dell’origine delle partite di olive in arrivo – il progetto è in corso presso il consorzio dell’Olio Seggiano Dop per localizzare su base cartografica gli oliveti dei soci. L’origine esatta delle olive sarà utilizzata per correlare la zona di origine, il livello produttivo degli oliveti, le caratteristiche dei frutti e degli oli prodotti, anche con riferimento a eventuali gradi di attacco da parte della mosca olearia.
  2. Caratterizzazione delle olive delle partite in frantoio – è un sistema di monitoraggio basato sulla misurazione di un set di parametri chimico-fisici delle olive, per stabilire una correlazione con il quantitativo di alcuni composti volatili che incidono sulle caratteristiche olfattive degli oli.
  3. Miglioramento delle variabili di lavorazione: saranno verificati e modificati i parametri di lavorazione delle olive agendo all’interno dei due frantoi cooperativi per esaltare al massimo le caratteristiche potenziali delle olive.
  4. Analisi delle componenti volatili degli oli: verranno fatte analisi chimiche dello spazio di testa dei campioni di oli realizzati dalle partite di olive di Olivastra Seggianese e di cultivar Toscane nei due frantoi. I risultati forniranno informazioni dettagliate sulla composizione dell’aroma degli oli e potranno essere messi in relazione con le conoscenze acquisite negli altri pacchetti di lavoro per stabilire le condizioni che favoriscono la produzione di oli dalle caratteristiche organolettiche ottimali.

Il costo del progetto, coordinato da Giovanni Alessandri dello studio Agricis, con responsabile scientifico Claudio Cantini del Cnr-Ibe di Follonica è di poco inferiore ai 111mila euro, sostenuto da un contributo di circa 100mila euro della Regione Toscana.


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