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C’è un lago abbandonato, 8 milioni per recuperarlo

Il progetto è stato presentato del Consorzio di Bonifica 6 Toscana sud. Inizio lavori a inizio estate e completamento entro il 2024
Il lago di San Floriano
Il lago di San Floriano

CAPALBIO. Il lago di San Floriano è un piccolo bacino lacustre ai piedi del castello di Capalbiaccio, nel comune di Capalbio, inserito tra le zone umide protette e i siti di interesse comunitario (Sic) della provincia di Grosseto. A inizio estate sarà interessato dai lavori per un progetto di recupero da 8milioni di euro che impegnerà nei prossimi anni il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud.

Due gli stralci del progetto di cui si parla dall’inizio degli anni Duemila

  • il primo, da poco meno di 6 milioni di euro, finanziato dal ministero delle Politiche agricole, prevede il consolidamento della diga insieme allo lo scarico di fondo e di superficie, per ridurre il processo di salinizzazione. Una volta in funzione la diga, sarà possibile contenere nell’invaso l’intero volume di acqua previsto, pari a circa 900mila metri cubi
  • il secondo, che prevede un investimento di 2,2 milioni di euro finanziato dal Piano irriguo nazionale, è per la realizzazione dell’impianto di irrigazione, che servirà circa 400 ettari e oltre 50 aziende

Il progetto nasce dall’accordo per la tutela del lago di Burano, stipulato nel 2003, fra il ministero dell’Ambiente, Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, il Comune di Capalbio, l’Autorità di Ambito ottimale 6 – Ombrone, l’ex Consorzio di Bonifica Osa-Albegna, Arpat, Wwf e Sacra spa.

Dopo quasi 20 anni, il lungo iter è arrivato a conclusione, dando gambe a un progetto che permetterà non soltanto di riportare il piccolo bacino lacustre, oggi nel degrado, a una condizione di fruibilità, ma ne renderà possibile l’utilizzo per l’irrigazione, come fonte di approvvigionamento per la vicina oasi Wwf di Burano, oltre a essere un punto di raccolta di acqua per gli elicotteri in caso di incendio.

Inizio lavori la prossima estate, durata 2 anni

«Siamo in attesa della risposta da parte della Regione Toscana – spiega Roberto Tasselli, responsabile area progettazione Consorzio di Bonifica 6 – per procedere come autorità espropriante e avviare le procedure entro fine anno. A gennaio, sarà indetta la conferenza dei servizi, che ha una durata di 90 giorni, per cui presumiamo che nel mese di marzo inizieranno le procedure di gara con fine a maggio. Ipotizziamo l’inizio dei lavori tra giugno e luglio».

La durata prevista è di 2 anni, fino all’estate 2024.

«Non sarà un intervento semplice – aggiunge Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di Bonifica 6 – perché dovremo, ripulire, svuotare e scavare il lago per farlo tornare a una profondità di 10 metri, prendendoci cura anche delle specie ittiche secondo le indicazioni che ci daranno gli esperti».

L’impegno del Wwf

Il progetto nasce anche dalla collaborazione con il Wwf, che nel vicino lago di Burano ha una delle sue più importanti aree umide protette. «San Floriano, Burano e la Laguna di Orbetello – spiega Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma -rappresentano insieme un’unità ecologica funzionale. Anche quest’anno il lago di Burano ha rischiato una crisi distrofica, dovuta alla siccità, alle alte temperature e agli scarichi fognari di Capalbio Scalo.

Dunque, gli interventi per San Floriano, se realizzati con la massima attenzione, rappresentano l’unico modo per contrastare le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici. Come Wwf – aggiunge – siamo a disposizione degli organi competenti per individuare le migliori soluzioni e le opere di mitigazione, come quella di acquistare l’altra parte del Sic, il lago Acquato.

Resteremo comunque vigili a fianco del Consorzio in modo che il lago di San Floriano possa ritornare alla sua originaria bellezza, quando la superficie del lago era ricoperta dalle bellissime ninfee bianche».

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