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Processato per lo scambio del cognome: assolto

Per anni aveva guidato la società che portava il suo cognome: era stato accusato di essere il socio occulto e di aver evaso l’Iva per 2 milioni di euro
La sede della Boncioli srl a Gavorrano www.maremmaoggi.net
La sede della Boncioli srl a Gavorrano

GAVORRANO. Gli sono stati tenuti i conti bloccati per anni, gli sono state vendute le quote di alcune società e anche un’auto nuova svenduta per poche migliaia di euro perché il suo cognome era lo stesso del nome della società che però nel 2016, quando è cominciata la sua vicenda giudiziaria, era già stata ceduta.

Il giudice: «Non esisteva alcun socio occulto»

Desiderio Boncioli, il 20 giugno 2016, si è ritrovato in mezzo a un incubo. L’uomo era stato l’amministratore delegato della Boncioli srl di Gavorrano, azienda leader nel settore della logistica refrigerante. La società guidata dal gavorranese lavorava per le più conosciute aziende che riforniscono di alimenti freschi i frigoriferi dei supermercati. E per farlo, venivano utilizzate cooperative di logistica e trasporti sparse in tutta la Toscana.

Quel giorno la guardia di finanza sequestrò beni mobili e immobili e quote societarie versate nelle nuove società da tre imprenditori per una misura equivalente a quanto Finanza e Procura ritengono sia stato evaso al fisco: Iva per oltre 2 milioni di euro, dal 2013 al 2015.

L'avvocato Franco Ciullini www.maremmaoggi.net
L’avvocato Franco Ciullini

Sequestri che furono fatti nei confronti della Logicoop di Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia, società della quale era stato dichiarato il fallimento nel 2015. Il presidente della Logicoop Gianfranco Giannelli di Livorno fu indagato insieme al suo vice Nicola Berrugi, anche lui gavorranese. E con loro finì nei guai anche Boncioli, che secondo gli investigatori sarebbe stato l’amministratore di fatto della società anche se non compariva nell’organigramma. Il socio occulto, insomma.

Difeso dall’avvocato Franco Ciullini, Boncioli ha sempre detto e ribadito di non esserci mai entrato nulla con questa vicenda. E questa mattina, martedì 14 dicembre, il giudice del tribunale Pasquale Cerrone lo ha assolto, così come ha assolto anche Berrugi (difeso dall’avvocato Alessandro Ramerini di Firenze) e ha condannato a due mesi Giannelli. Ma c’è di più: il giudice ha anche disposto il dissequestro dei beni di Berrugi e Boncioli, confermando così la loro estraneità alla vicenda.

La soddisfazione dell’ex imprenditore

Boncioli lo aveva detto e ribadito centinaia di volte: lui non era il socio occulto della Logicoop. Portava solo lo stesso cognome della società che aveva guidato, a Gavorrano, fino a qualche tempo ma della quale aveva già ceduto le quote. «Siamo soddisfatti – dice l’avvocato Franco Ciullini – perché dopo sei anni abbiamo ottenuto l’assoluzione nella quale il mio cliente sperava e della quale era convinto perché totalmente estraneo alle vicende legate alle presunte evasioni che non sono state comunque dimostrate, di imposte per quasi due milioni di euro».

L’ex imprenditore, che era stato indagato come amministratore di fatto della Logicoop, in realtà con quella società non aveva avuto nulla a che fare. «Ho sostenuto che Boncioli fosse stato estraneo alle questioni legate ai mancati pagamenti delle imposte da parte della Logicoop – aggiunge Ciullini – e questa mia tesi, che è stata accolta dal giudice, è stata ampiamente dimostrata nel corso del dibattimento».

Ora l’ex imprenditore potrà tornare in possesso dei beni che gli sono stati sequestrati cinque anni fa e, insieme al suo avvocato, deciderà se intraprendere o meno altre iniziative legali.

 

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