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Poggio ai Bugni, il podere dimenticato – IL VIDEO

Visita con Marco Stefanini dell’associazione La Duna nel cuore del Parco di Montioni: il Comune presto avrà pronto un progetto di riqualificazione

FOLLONICA. Il podere di Poggio ai Bugni è in una delle zone più suggestive del Parco di Montioni, a Follonica. Da lassù si gode di una vista sulla Val di Cornia che spazia fino all’isola d’Elba. La natura è incontaminata, ma quella bellissima struttura sta diventando un rudere.

L’allarme degli ambientalisti della Duna

È Marco Stefanini, una delle voci degli ambientalisti dell’associazione La Duna di Follonica ad accompagnarci in questa camminata all’interno del parco, dove l’intervento dell’uomo, quello necessario per migliorare e conservare il patrimonio naturale della zona, è ormai rimasto lettera morta. Eppure, quel grande fabbricato immerso nel verde, nelle intenzioni delle amministrazioni, sarebbe dovuto diventare una foresteria. E invece, oggi ci sono solo porte sfondate e degrado che rischiano di far sparire dal patrimonio pubblico uno di quei beni che potrebbe diventare strategico per lo sviluppo del turismo.

«Il 2 gennaio, quando sono andato a fare questa passeggiata – racconta Stefanini – nel parco c’erano forse più persone che in città. Persone che certamente avrebbero voluto beneficiare dei servizi di una foresteria messa in quella posizione privilegiata». Appassionati di mountain bike e di trekking, cercatori di funghi e giocatori di softair. Domenica, i frequentatori del parco erano tanti ed erano anche di diverse tipologie. Ma una volta arrivati al podere di Poggio ai Bugni, davanti ai loro occhi lo spettacolo che si presenta non è certo tra i più allettanti.

La vista sull'isola d'Elba
La vista sull’isola d’Elba

«Nel 2000 sono stati fatti alcuni interventi per chiudere la struttura – spiega Stefanini – Poi però il podere, uno dei più belli della zona, è stato abbandonato a se stesso. L’unico sindaco che aveva cercato di fare qualcosa per quest’area è stato Claudio Saragosa. Dopo c’è stato il vuoto». Il parco di Montioni sarebbe dovuto diventare un’area protetta regionale, ma non se n’è fatto più di nulla. «Ora è gestito dalle Bandite di Scarlino – spiega l’ambientalista – e ogni anno il Comune incassa, per un accordo con la Venator che gestisce la cava dei gessi rossi, una cifra che va da 100 a 120.000 euro». Il consiglio comunale ha poi approvato una mozione che vincola il Comune a spendere parte di quella cifra per la sistemazione del parco.

Una foresteria per turisti e visitatori

Turismo naturale, percorsi in mountain bike, lunghe camminate da fare immersi nella bellezza del parco: a questo pensano gli ambientalisti ogni volta che si parla di Montioni. «Soprattutto pensiamo a un tipo di turismo verde che abbia delle strutture a servizio, come appunto una foresteria – dice ancora Stefanini – L’unico intervento che è stato fatto negli ultimi vent’anni, è l’installazione di un tavolo con le panchine».

Il parco di Montioni
Il parco di Montioni

Eppure, la zona del Parco di Montioni, è una zona ricca di storia che ha lasciato qui segni evidenti. Come le vecchie cave d’allume, la cui ultima proprietaria è stata Elisa Baciocchi, la sorella di Napoleone. «Di quella presenza ci sono ancora i segni – dice Stefanini – Lasciarli sparire nell’incuria è un vero peccato. Abbiamo invitato anche l’assessora regionale all’Ambiente Monia Monni, ma non è mai venuta».

Buone notizie però potrebbero arrivare presto dal Comune. «C’è un progetto di riqualificazione del podere al quale stiamo lavorando – rassicura l’assessora all’Ambiente Mirjam Giorgeri – che presto sarà presentato e che riguarda anche il podere di Poggio ai Bunni».

Un sogno, quello della nascita della foresteria, che potrebbe quindi avverarsi. «Noi ce lo auguriamo – conclude Stefanini – perché questa è davvero una zona che merita di essere resa frequentabile da tutte le persone che vengono a Follonica per godere della bellezza della natura».

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