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Sanità toscana si cambia: nuove nomine in arrivo

Carlo Tomassini, direttore generale dell’assessorato alla salute, lascia l’incarico e riapre il valzer delle nomine anche per la Asl Sudest
Simona Dei, Antonio D'Urso e Francesco Ghelardi
Simona Dei, Antonio D’Urso (al centro) e Francesco Ghelardi

FIRENZE. Il 30 novembre è l’ultimo giorno di Carlo Rinaldo Tomassini da numero uno della sanità regionale. Dal primo dicembre, lascia la poltrona di direttore generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale, in una parola dell’assessorato alla Salute, per tornare all’Asl Toscana Centro. Lo attende il ruolo di direttore del «dipartimento della Rete sanitaria territoriale e della struttura complessa “Innovazione organizzativa per la gestione della cronicità e sanità d’iniziativa» si legge nella delibera 1522/2021 del 13 ottobre, firmata dal direttore generale della Asl Centro, Paolo Morello Marchese. Lo stesso, che secondo i rumors fiorentini aspira alla poltrona di Tomassini.

Dunque, il percorso inverso da piazza Santa Maria Nuova, sede della Asl a Firenze, a via Alderotti, sede dell’assessorato. Breve, ambito e soprattutto che aprirebbe un giro di valzer con nuove nomine da parte del presidente Giani. Nomine che avrebbero già dovuto essere fatte, ma che la pandemia e la proroga delle elezioni hanno fermato. Non a caso, la conferma, a gennaio 2021, di Tomassini – alla guida dell’assessorato dal l 2019 aveva scatenato non pochi mal di pancia e un braccio di ferro tra Giani da una parte, gli assessori Bezzini e Spinelli dall’altra.

Se dunque Paolo Morello, che ha compiuto 65 anni e non potrà essere riconfermato alla direzione della Asl Centro (la scadenza naturale è nel 2022) dovesse prendere il posto di Tomassini, si apre la corsa alla sua sostituzione. L’occasione per Giani per rimettere le mani sulla direzione generale delle tre Asl, ereditata da Rossi. E qui l’onda lunga di Firenze arriva anche a Grosseto, anzi nella Asl sudest, poiché la direttrice sanitaria Simona Dei aspirerebbe alla direzione generale della Asl Centro. Dei è ds dell’Asl Sudest dal 10 marzo 2016, nominata dall’allora direttore generale Enrico Desideri, che nella stessa data individuò in Francesco Ghelardi il direttore amministrativo.

Riconfermata nel 2109 dal nuovo dg, Antonio D’Urso (nominato l’8 marzo 2019), che invece i rumors danno ben saldo sulla poltrona più alta della Sudest, Simona Dei già al pensionamento di Desideri aveva fatto un pensierino sulla direzione generale e questa potrebbe essere la volta buona. Bocche cucite, invece, sul nome del suo (o della sua) successore.

In partenza dalla Asl Sudest si annuncia anche Francesco Ghelardi, che potrebbe tornare al Comune di Siena di cui è dipendente. Al suo posto, tra i papabili c’è Giovanni Scartoni, un dei direttori di maggior peso della Asl, ma si parla anche di un ritorno di Daniele Baldi, già direttore amministrativo alla ex Asl di Siena, poi “emigrato” con lo stesso ruolo alla Asl Napoli 1, con in mezzo una parentesi a capo dell’Agenzia di formazione della ex Asl di Grosseto.

Che ne sarà della riforma sanitaria Rossi?

E a essere messa in discussione nei prossimi mesi potrebbe essere anche la riforma del sistema sanitario regionale voluta da Rossi che ha creato le tre attuali “aslone”, non senza contraccolpi e problemi organizzativi. Tanto che appena varata, già si parlava di come rivederla. Cavallo di battaglia delle elezioni regionali nei programmi di tutti i candidati, tra chi voleva tornare alle Asl originali, chi si accontentava di arrivare a 5, chi di modificarne statuti e regolamenti, per un anno nulla si è fatto.

Ora si torna a parlarne e per la Asl sudest sono in campo diverse ipotesi: la prima, staccare Arezzo e lasciare Siena con Grosseto, la seconda dividere in due la provincia di Siena e accorpare la parte nord con Arezzo la parte sud con la Maremma, in due aziende distinte. Infine una terza, più fantasiosa, vedrebbe la provincia di Grosseto staccata dalla Sudest, in una nuova perimetrazione che comprenderebbe Piombino e la Val di Cornia.

Alla fine prevarrà l’ipotesi più accreditata e più percorribile. Dato che il problema maggiore della Asl Sudest è la governabilità vista la sua estensione, si pensa a una modifica dello statuto e del regolamento per creare delle “sub-direzioni“, una per ciascuna provincia, coordinate dal direttore generale, che uno resterebbe. Insomma come sarebbe stato il coordinamento di area vasta previsto dalla delibera regionale 1235 del 2012, se avesse funzionato.

 

 

 

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