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Vaccinazione anti-Covid: si cambia

Vaccinato il 90 per cento dei residenti sopra i 12 anni, restano aperti solo Spergolaia e Follonica. Opi ringrazia gli infermieri per il loro impegno nella campagna
Una vaccinazione anti covid

GROSSETO. Da oggi, 1° novembre, cambia l’organizzazione delle vaccinazioni anti-Covid in provincia di Grosseto, dove il 90 per cento dei residenti sopra i 12 anni è stato immunizzato o ha fatto almeno la prima dose. Restano operativi solo due centri vaccinali, a Spergolaia (Alberese) e alla Fonderia Leopolda a Follonica, mentre quelli di Manciano, Albinia, Castel del Piano, Massa Marittima, la caserma Savoia a Grosseto sono chiusi. Naturalmente chi ha già un appuntamento in di questi centri, sarà contattato per indicare la sede del nuovo appuntamento.

La decisione è arrivata sulla base della percentuale di vaccinati nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo, che ha raggiunto la media dell’86 per cento (1 milione e 200mila dosi), grazie anche alle strategie messe in campo: oltre ai centri vaccinali, anche i camper, le somministrazioni dai medici di famiglia, ecc.  A breve, inoltre, saranno attivati anche ambulatori nelle sedi territoriali, nei distretti, nelle Case della salute, negli ambulatori ospedalieri.

La chiusura dei grandi hub, del resto, era già prevista nel momento in cui fosse stata raggiunta una percentuale di vaccinati, ma, avvertono medici ed esperti, non vuol dire che siamo fuori dall’emergenza. Anzi occorre consolidare il risultato raggiunto e continuare a vaccinarsi, con le terze dosi per le categorie già previste, avviando il percorso di immunizzazione, chi ancora non lo ha fatto.

Draoli (Opi): «l lavoro fatto dai colleghi merita di entrare nei libri di storia»

Di questo avviso, Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Grosseto.  «La chiusura di alcuni grandi hub è una luce in fondo al tunnel, ma dobbiamo continuare a vaccinarci», dice per non rendere vano quanto fatto fino a qui, con il sacrificio e il lavoro di tanti infermieri. Ed è a loro che va il ringraziamento di Draoli, per il grande impegno che hanno messo in questa difficile campagna di vaccinazione.

Nicola Draoli, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto
Nicola Draoli

«Vogliamo ringraziare il personale infermieristico che in questi mesi ha reso possibile il raggiungimento di un obiettivo di straordinaria importanza, insieme ai medici, agli operatori scoio-sanitari, alla protezione civile e ai tanti volontari che sono stati coinvolti», dice Draoli, ricordando che la campagna vaccinale in corso è la più importante dell’era moderna.

«Abbiamo compiuto uno sforzo che merita di essere ricordato nei libri di storia.  La campagna vaccinale è partita per gradi, è stata modificata in corso d’opera per rispondere al meglio alle necessità: siamo partiti somministrando il vaccino ai fragili, siamo entrati nelle Rsa, passando al resto della popolazione, per arrivare, nell’ultima fase, anche ai minorenni e a coloro che hanno deciso di vaccinarsi solo in queste settimane e che hanno rappresentato forse la categoria di pazienti più difficile. Un percorso che ha comportato un impegno organizzativo senza eguali ed emotivamente molto faticoso.

La chiusura dei grandi hub vaccinali – prosegue Draoli –  significa che stiamo fronteggiando la pandemia, ma non che siamo arrivati alla fine del processo. Ribadiamo che l’Opi è disposizione dell’azienda sanitaria e della Regione per collaborare a individuare nuove strategie. Ancora grazie alle centinaia di professionisti che, senza risparmiarsi, in questi mesi hanno dato il loro contributo, facendosi carico di compiti molto difficili. Ci auguriamo che la popolazione continui a vaccinarsi con fiducia e serenità, in modo che ognuno faccia la propria parte per mettere fine a questa terribile emergenza».

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