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Nappi: «Vogliamo gestire tutta la Diaccia. L’acqua preoccupa»

La sindaca di Castiglione: «Abbiamo già manifestato il nostro interesse, facendo valere un diritto di prelazione»
Elena Nappi e la Diaccia Botrona

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «Abbiamo già manifestato il nostro interesse, facendo valere un diritto di prelazione. Presto incontrerò i dirigenti della Provincia, vogliamo gestire l’intera area umida della Diaccia Botrona»: la sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi, dopo aver letto il bando sulla vendita dei 46 lotti nella zona del Padule, si è già mossa.

Perché il Comune, che peraltro da qualche settimana è diventato proprietario della Casa Rossa di Leonardo Ximenes, vuole così gestire tutta l’area umida.

Un passo avanti, anche se i problemi e le preoccupazioni non mancano.

 

«Se le cose andranno come speriamo, avremo la gestione dell’intera area umida per i prossimi 90 anni, aggiungendo anche quegli ettari che sono oggetto della vendita e che ricadrebbero nel territorio del Comune di Grosseto. Certo qualche preoccupazione l’abbiamo, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, visto che il cuneo salino (il movimento di acqua dal mare verso l’entroterra attraverso il sottosuolo, ndr) sta aumentando».

Ci sono colture, come quella di bambù che si trova davanti all’Andana, che di acqua ne consumano tantissima. E, certo, una coltivazione intensiva di olivo, come quella che potrebbe fare Farchioni, aumenterebbe il problema.

«Anche le aree contigue sono importanti proprio per la presenza dell’acqua. Credo che una riflessione su questo vada fatta, evitando che il consumo sia eccessivo».

 


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