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Magliano Comune Aperto: «Più rispetto, così si va a casa»

La frattura in maggioranza si allarga. I consiglieri di Magliano Comune Aperto si schierano con il sindaco. E sono pronti a lasciare
Magliano Comune Aperto: Guerra, Mancineschi- e Vichi
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MAGLIANO. La frattura in maggioranza si allarga, a suon di comunicati.

Chi pensava che dopo le accuse del sindaco alle consigliere di Fratelli d’Italia e la loro replica si andasse a una conciliazione privata, per aggiustare i cocci in famiglia, si sbagliava di grosso. Perché la nuova replica arriva dai consiglieri comunali e assessori del gruppo Magliano Comune Aperto, il capogruppo Nicola Guerra e i colleghi Fabrizio Goracci, Amanda Vichi, Camilla Mancineschi e Massimiliano Guidi. A sostegno del sindaco, ovviamente, ma a gettare sale sulla ferita che lacera la maggioranza del meraviglioso paese circondato dalle mura.

Insomma, tutto sembra meno che i protagonisti di questa vicenda governino insieme un paese.

«Come consiglieri e assessori restiamo sconcertati ed allibiti dalle accuse e dalle affermazioni del gruppo di Fratelli d’Italia rivolte al sindaco, che sembrano negare anche quanto da loro chiesto in giunta e alle riunioni dei capigruppo. Restiamo stupiti – affermano- nel leggere da chi è in maggioranza che il numero legale, di fronte alla loro assenza, lo avrebbe dovuto tenere l’opposizione. Fino a prova contraria l’azione dell’amministrazione deve essere dettata da chi fa parte della stessa maggioranza, non dall’opposizione».

Sui 41mila euro dei ristori alle attività i consiglieri precisano. «Vorremmo ricordare senza timore di essere smentiti – affermano- che l’assessore al bilancio e vicesindaco Mirella Pastorelli ha più volte chiesto che quest’anno, alla luce di una stagione che era andata bene e di minori problematiche rispetto al 2020, i fondi da destinare ai contributi alle attività produttive fossero diminuiti. Così è stato fatto. Sui lavori edili da svolgere nelle sedi comunali ci sembra assurdo tagliarli, visto che il fondo Covid chiede proprio di spendere i soldi per l’adeguamento dei locali e quelli programmati servono per garantire lo svolgimento delle attività dell’ente».

Per le altre ristrutturazioni i consiglieri e gli assessori di Magliano Comune Aperto ricordano come molti di questi siano stati concordati tra i due gruppi.

«Proprio il gruppo Fratelli d’Italia – sostengono – aveva fatto formale richiesta al sindaco con una lista dei lavori consegnata all’ufficio protocollo e non a mano, come si è soliti fare nelle riunioni. Ci pare dunque che tutto ciò che loro hanno, al momento, impedito di approvare sia quanto proprio da loro richiesto».

Sulle accuse per la sicurezza in Comune i consiglieri e gli assessori le ritengono gravi e inaccettabili.

«L’accusa al sindaco sui contatti avuti con la dipendente positiva – aggiungono – è grave e ingiustificata. Noi abbiamo piena fiducia in chi effettua i controlli e i tracciamenti e decide chi deve andare in quarantena e chi non lo deve fare. Si sta parlando di persone serie e di un Comune che sin dal primo giorno è stato rigido nel rispetto delle regole. Per questo non ravvisiamo rischi per la salute dei cittadini o dei consiglieri, degli assessori e dei dipendenti».

L’ultima considerazione riguarda il comportamento del gruppo di Fratelli d’Italia.

«Da qualche tempo – concludono Guerra, Goracci, Vichi, Mancineschi e Guidi- notiamo un atteggiamento non collaborativo da parte del gruppo di Fratelli d’Italia. Come Magliano Comune Aperto, di cui le tre consigliere facevano parte prima di staccarsi, abbiamo sempre sostenuto l’attività del sindaco, anche quando ha assecondato le richieste delle alleate con una nostra minor convinzione. Da oggi pretenderemo rispetto, perché amministrare non è una gara a boicottare riunioni o a disertare i consigli, cosa avvenuta già due volte, né a chi alza di più la voce, come sono solite fare le tre nostre colleghe. Noi siamo eletti dai cittadini e rispondiamo solamente a loro. Se ne siamo tutti convinti è giusto proseguire nella consiliatura con gli ottimi risultati che sono sotto agli occhi di tutti, altrimenti che lo si dica subito e lasciamo posto ad altri».

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