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Le foto dei senzunesi sull’albero di Natale

L’idea di Alessia Bandini del Caffè Banda: «Questo quartiere è come una grande famiglia»
Alessia Bandini con l’albero di Natale dedicato ai senzunesi

FOLLONICA. Ogni quartiere è un piccolo microcosmo, un po’ come una famiglia allargata. E Senzuno, a Follonica, sente questa appartenenza in un modo particolare. Il Caffè Banda, in via della Repubblica, che è anche torrefazione, è diventato un po’ un punto di riferimento per i senzunesi.

In qualche modo Alessia Bandini e lo staff dovevano “ripagare” il grande affetto del quartiere. Così, insieme a Carlo Tardani, uno che con la macchina fotografica ci sa fare parecchio, hanno deciso di creare un albero di Natale con le foto degli abitanti del quartiere. Ne hanno scelte un po’, le hanno appese al posto delle palline, poi l’albero è stato esposto in vetrina.

Un albero di Natale dedicato ai senzunesi

«Devo dire che fa un bell’effetto – ci racconta Alessia -. L’idea è nata l’anno scorso, abbiamo voluto dare ai nostri clienti e alla gente di Senzuno una… vetrina diversa. Così abbiamo fatto le foto, le abbiamo raccolte e le abbiamo messe al posto delle palline. Siamo una grande famiglia, non c’è dubbio».

Il grande cuore di Senzuno si manifesta in molti modi. Di recente è nato anche un movimento che chiede all’Amministrazione di intitolare la piazza davanti al Congo Bar al maestro Alvaro Mantovani, scomparso nel 2002: «Vedremo con piacere che la nuova realizzazione fosse intitolata ad un personaggio che non solo nel quartiere ma in tutta Follonica  ha avuto una importanza fondamentale per lo sviluppo della cultura musicale. Parliamo del maestro Alvaro Mantovani».

Alvaro Mantovani - maremmaoggi.net
Alvaro Mantovani

Professore orchestrale, nato a Goro il 20 ottobre del 1927, si trasferì solo otto mesi a Follonica dove ha vissuto fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2002. Nella sua lunga carriera da orchestrale ha suonato in tournee che hanno attraversato tutta l’Europa fino ad  avventurarsi, allora, fino al lontano Iran dove si esibì persino nella reggia dell’allora imperatrice Fara Dhiba. Ma la vera opera divulgatrice del Maestro si concretizzò in città soprattutto come ideatore dei laboratori musicali da cui, in tanti, entrarono come anonimi follonichesi per uscirne poi come veri musicisti.

Due nomi su tutti, Stefano Scalzi e Stefano Cocco Cantini.

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