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Infermiera sospesa, l’Asl: «Aveva il tempo di vaccinarsi»

L’azienda spiega che è stata applicata la norma. E che la donna, dopo il parto, avrebbe potuto mettersi in regola
La sede dell'Asl a villa Pizzetti
La sede dell’Asl a villa Pizzetti

GROSSETO. Anche l’Asl Sud Est, dopo che ha risposto l’ordine degli infermieri, replica all’infermiera che è stata sospesa, non essendo vaccinata, pur essendo in maternità. E l’Asl spiega che, se l’infermiera aveva timori a vaccinarsi finché doveva partorire, non si capisce perché non l’abbia fatto dopo il parto, evitando così la sospensione. Peraltro l’Asl aveva mandato due solleciti.

Applicato quanto previsto dalla normativa

«In riferimento al caso della dipendente Asl sospesa perché non ancora vaccinata, – si legge nella nota – l’azienda conferma di aver applicato quanto previsto dalla normativa in merito all’obbligo di vaccinazione anti-Covid, e quindi di aver seguito per lei, come per tutti gli altri dipendenti nella stessa situazione, il medesimo iter che chiama in causa il dipartimento di Prevenzione e il dipartimento Risorse umane».

«Nel dettaglio, il dipartimento della Prevenzione, come da prassi, ha inviato per posta certificata due mail (una a luglio e una ad agosto) alla dipendente con la richiesta di procedere alla vaccinazione e fornire il relativo attestato o la certificazione del proprio medico di medicina generale valida ai fini dell’esenzione dalla vaccinazione o del differimento della stessa. Nonostante il sollecito, non avendo ricevuto la documentazione necessaria, a seguito dell’atto di accertamento che ha confermato la sua inadempienza circa l’obbligo di vaccinazione anti-Covid, requisito imprescindibile per tutti gli operatori sanitari, è scattata la sospensione dello stipendio».

Aveva il tempo di vaccinarsi e evitare la sospensione

«Inoltre, alla luce di quanto raccontato dalla stessa e riportato nell’articolo, la signora sostiene di non essersi voluta vaccinare perché in gravidanza ma avendo partorito il 17 luglio, ha avuto a disposizione tutto il tempo necessario per adempiere all’obbligo vaccinale, cosa che ha fatto a fine settembre, ed evitare la sospensione, visto che il secondo sollecito le è stato inviato ad agosto».

«Il direttore del Dipartimento Risorse umane, Dario Rosini si era reso subito disponibile a incontrare la signora, ma nel giorno stabilito per sopraggiunti impegni professionali inderogabili non è potuto essere presente ed ha delegato un dirigente del dipartimento. Dopo essere stata informata dell’imprevisto, la dipendente se ne è andata senza parlare con il professionista incaricato».

 

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