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Il fotografo Enzo Russo: «Minacciato con un bastone»

Il reporter aveva chiesto al conducente del furgone che trasportava i mufloni di poter fotografare gli animali: ha presentato querela
Il diverbio tra Enzo Russo e l'autista del furgone
Il diverbio tra Enzo Russo e l’autista del camion

PORTO SANTO STEFANO. È uno dei fotografi di cronaca e gossip più conosciuti della Maremma. Enzo Russo, quando lo si chiama paparazzo, non si offende, anzi. Ma domenica 5 dicembre, quando si è trovato di fronte all’autista di un camion che ha brandito un bastone per impedirgli di scattare una foto ai mufloni che dall’isola del Giglio erano stati trasferiti al Crasm di Semproniano, è andato su tutte le furie. E lunedì pomeriggio, il fotoreporter del Tirreno si è presentato alla caserma dei carabinieri di Fonteblanda dove ha sporto querela.

L’attesa all’attracco del traghetto

Grazie all’accordo trovato tra il Parco dell’Arcipelago Toscano e le associazioni animaliste, Lav e Wwf in testa, sei mufloni domenica sono stati trasportati al Crasm di Semproniano, dove sono stati liberati. «Sapevo dell’arrivo del traghetto con gli animali e mi sono messo ad aspettare – racconta il fotografo – Quando è sbarcato il camion, ho chiesto all’autista di poter scattare una foto agli animali, ma mi ha detto di no».

Un diniego, quando si fa il lavoro di Enzo Russo, capita spessissimo. Poi però, sarebbe successo dell’altro. L’autista, dopo aver fatto manovra nel piazzale si è fermato accanto al fotografo. «È stato allora che ha aperto la portiera del camion – dice Russo – e mi ha minacciato con un bastone. Mi diceva: ti ammazzo». La scena del diverbio è stata immortalata da una donna che era con l’auto dietro al camion.

I carabinieri sono stati avvisati subito e hanno raccolto alcune testimonianze che confermano quanto raccontato da Russo. Poco più avanti hanno fermato e identificato l’autista del camion.

«Mi è successo tante volte di essere allontanato, anche in malo modo – dice Enzo Russo – da qualcuno che non voleva essere fotografato. Ma mai nessuno mi aveva minacciato così». Minacce che il professionista ha ricevuto mentre svolgeva il suo lavoro di cronista.

 

 

 

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