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Hajar nasce in ambulanza verso il Misericordia

La gioia di mamma Fatima e il ringraziamento ai sanitari del 118 e ai volontari
Mamma e Hajar
Hajar in braccio alla sua mamma

GROSSETO.  Si chiama Hajar ed è una bella e sana bambina, di poco più di 24 ore di vita. Anche lei aveva fretta di venire al mondo e anche lei, come la bambina di una settimana fa di Arcidosso, è nata sull’ambulanza prima di arrivare all’ospedale Misericordia, grazie all’assistenza degli operatori del servizio emergenza urgenza 118 della Asl Toscana sud est.

La corsa da Ribolla

Intorno alle 3 di domenica 5 dicembre, Fatima Zahra, la neo mamma residente a Ribolla nel Comune di Roccastrada, si è svegliata per l’arrivo delle contrazioni: «Erano forti ma le sentivo ogni 10 minuti, mi era già successo nei giorni precedenti e non pensavo che fosse arrivato il momento fatidico. Dopo quasi un’ora ho iniziato a sentire una forte pressione al basso ventre e ho capito che la situazione si faceva seria – racconta – Ho svegliato mio marito e per paura di non arrivare in tempo con la nostra auto, abbiamo chiamato la centrale 118 che ha mandato un’ambulanza. In meno di dieci minuti è arrivato il mezzo con l’infermiera e i soccorritori e siamo partiti per Grosseto. Nel frattempo le contrazioni erano diventate improvvisamente molto più frequenti, tanto che all’altezza della Castellaccia, l’infermiera ha deciso di fermare l’ambulanza perché ha capito che la bimba stava per nascere e così è stato. Un’emozione fortissima, un mix di preoccupazione per il luogo insolito e allo stesso tempo una gioia immensa per l’arrivo della piccola. L’infermiera Jenny è stata fantastica, mi ha rassicurato e ha gestito l’evento con grande professionalità, mi sono sentita al sicuro. Ringrazio di cuore lei, la dottoressa Francesca De Giorgio arrivata con l’automedica subito dopo, che mi ha visitato, le altre infermiere e i volontari soccorritori, è merito di tutti loro se sia io e che Hajar stiamo bene. Adesso siamo seguite dai professionisti dell’Ostetricia e ginecologia del Misericordia, dove mi hanno ricoverato dopo il parto, che ci riempiono di attenzioni e premure. Io e mio marito siamo al settimo cielo e ci sentiamo genitori fortunati, Hajar è la nostra terza figlia. Dopo due maschietti di sette e tre anni, desideravamo tanto avere una bambina e il nostro sogno si è avverato».

L’emozione dell’infermiera Jenny

«Sono diventata zia’! Questo è stato il primo pensiero che ho avuto quando ho visto la piccola Hajar tra le mie mani, sana e bellissima.  Anche io sono di Ribolla e spero di poter andare a trovare la piccola e la mamma quando torneranno a casa – racconta Jenny Giannini, infermiera del 118 sull’ambulanza – È stata un’esperienza umana e professionale estremamente emozionante e anche se ero in contatto continuo con il dottor Marcello Montomoli che dalla centrale 118 mi dava indicazioni puntuali, ho sentito una grande responsabilità nel far nascere un bambino in una situazione non ordinaria come un’ambulanza. Per questo voglio ringraziare il dottor Montomoli, la dottoressa De Giorgio, le due colleghe che erano con lei e non per ultimi Manolo Valentini e Paolo Bartaletti, volontari della Misericordia di Roccastrada, che erano presenti e mi hanno sostenuto con massimo impegno, dimostrando, come sempre fanno i volontari delle associazioni, di essere persone di grande cuore e capacità. Il lavoro di squadra si è dimostrato di nuovo l’arma vincente nell’interesse della salute delle persone che ogni giorno soccorriamo».

Infermiera Jenny e i volontari della MIsericordia
Infermiera Jenny e i volontari della MIsericordia

Anche questa storia a lieto fine è stata possibile grazie alla sinergica collaborazione tra i vari operatori del servizio emergenza-urgenza territoriale che operano sul campo e della Centrale 118 Siena-Grosseto che coordina le azioni di intervento al fine di ottimizzare i tempi e garantire l’appropriatezza dell’assistenza, fattori che in molte occasioni possono salvare la vita.

 

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