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Il gruppo Manno rivoluziona il mercato ittico

Ecco il primo sistema di tracciabilità al mondo che consente ai clienti dei ristoranti del gruppo di controllare l’esatto punto di cattura del pescato
Da sinistra a destra: Leonardo Marras, Maurizio Manno (presidente cda f.lli Manno), Eugenio Giani, Stefania Saccardi, Erasmo Quondam Vincenzo (presidente del Flag Costa d’ Argento e vicesindaco Monte Argentario).

di Federico Catocci

PORTO SANTO STEFANO. Sapere da dove proviene il pescato servito nei ristoranti del gruppo Manno, sarà davvero alla portata di tutti.

A Firenze, i rappresentanti del Gruppo (con radici tutte italiane sin dai primi del 1900) e della Regione Toscana che ha finanziato parte dello sviluppo del progetto, hanno presentato ORIGINE, nato dalla collaborazione tra Gruppo Manno e Made in App, agenzia toscana che si occupa di sviluppo software.

Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

 

Si tratta del primo sistema di tracciabilità al mondo che consente ai clienti dei ristoranti di tutto il Gruppo di controllare l’esatto punto di cattura del pescato presente nei piatti del menu.

Il progetto da realizzarsi a Porto Santo Stefano (sede legale della Società Manno) prevede interventi che rientrano nella linea “Introduzione di tecniche innovative di e-commerce” riguardando anche l’implementazione di una piattaforma per la vendita all’asta del pescato.

Come funziona il software

Ogni imbarcazione prima dell’asta del pesce comunica agli addetti le coordinate GPS in cui ha pescato nelle ore precedenti. Ogni cassa di pesce viene associata alla sua area di pesca, e pesata su bilance gestite dal server del software che attivano le fotocamere collegate, le quali scattano in automatico la foto del pesce. Infine viene assegnata un’etichetta che riporta la qualità del pescato, il nome del peschereccio e il lotto di pesca. Tutte le informazioni vengono registrate sul portale dedicato, che le memorizza fino alle 72 ore successive.

Nel momento in cui il pescato arriva in consegna ai ristoranti del Gruppo Manno, il personale, attraverso un’interfaccia appositamente studiata per loro, inserendo la qualità del pesce acquistata nella stringa di ricerca, può assegnare le informazioni delle singole casse, inserendo all’internò del menù digitale le informazioni sul pescato che compone i vari piatti dell’offerta.

Soddisfazione e grandi aspettative dalla Regione Toscana

«Questo è un bel progetto – ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi – che abbiamo finanziato tramite i fondi europei del Feamp e attraverso la collaborazione con il Flag Costa d’Argento, e che è stato attuato dal Gruppo Manno, che ha diversi pescherecci e anche alcuni ristoranti. L’idea è quella di consentire a chi consuma pesce di averne una carta d’identità, o a chi lo commercializza di sapere cosa compra. Una novità che premia la qualità, che consente maggiore trasparenza, tracciabilità e consapevolezza e che mi auguro in futuro possa estendersi a tutto il resto della Toscana, che consente maggiore trasparenza, tracciabilità e consapevolezza».

Soddisfatto anche l’assessore all’economia e al turismo Leonardo Marras: «Il progetto Origine sposa appieno i valori del nuovo manifesto etico di Vetrina Toscana: tracciabilità e trasparenza a garanzia della qualità dei prodotti che troviamo in tavola. Nel 2022 incrementeremo l’impegno per promuovere la Toscana anche attraverso l’agroalimentare e quest’iniziativa ci dà il giusto spunto per riprendere i progetti di Vetrina legati alla pesca».

Il progetto, al quale saranno assegnati 123mila euro di contributo pubblico (pari al 50% della spesa richiesta) si attesta come uno dei migliori 4 che si sono aggiudicati il finanziamento regionale. Sicuramente un passo avanti per l’azienda, ma anche per tutto il reparto, e non meno per il consumatore, che troverà davanti a sé una vera e propria filiera a portata di piatto.

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