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Green pass rafforzato per le visite ai ricoverati

In alternativa, green pass base accompagnato da un tampone negativo. Lo ha stabilito la Regione e si entra solo in caso di particolari necessità
medici in ospedale

FIRENZE. In arrivo nuove restrizioni per l’ingresso negli ospedali e nelle strutture sanitarie territoriali in tutta la Toscana: i familiari dei ricoverati possono entrare solo con il green pass rafforzato o con il base, accompagnato da un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti, e solo in caso di particolare necessità

Lo ha stabilito la Regione che ha inviato oggi, 29 dicembre, una circolare alle aziende sanitarie e ospedaliere affinché venga vietato l’accesso a visitatori e parenti salvo situazioni di particolare fragilità (debitamente vagliate e autorizzate). Dunque, si torna indietro al primo lockdown, o poco più.

«L’accesso, qualora autorizzato, potrà essere concesso solo chi è in possesso del “green pass rafforzato” oppure “green pass base” più una certificazione che attesti l’esito negativo di un tampone antigenico rapido o molecolare, eseguito nelle 48 ore precedenti. Le stesse strutture dovranno attivarsi per garantire una comunicazione efficace e tempestiva a familiari e care giver indicati dal paziente», si legge in una nota della Regione.

La circolare conferma il divieto per gli accompagnatori dei pazienti di rimanere nelle sale di attesa dei dipartimenti di emergenza e di accettazione e dei pronto soccorso, «salvo specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto. E si conferma l’obbligo di sottoporre i degenti a test molecolare al momento dell’accesso alle strutture e ogni 7 giorni, indipendentemente dallo stato di vaccinazione».

Screening per ridurre il personale in quarantena

Sono previste misure anche per assicurare un adeguato monitoraggio, screening e per ridurre il periodo di sospensione lavorativa degli operatori sanitari. «Tutti gli esercenti le professioni sanitarie, di interesse sanitario e gli studenti tirocinanti in servizio nei setting ad alto rischio – scrive la Regione – saranno sottoposti a test antigenico rapido ogni 7 giorni, indipendentemente dallo stato di vaccinazione. La frequenza è ampliata a 14 giorni per coloro che lavorano nei setting ospedalieri a minor rischio, identificati dalla direzione sanitaria».

Infine, conclude la nota della Regione, «saranno tracciati, attraverso la direzione sanitaria della struttura, i contatti stretti in ambito lavorativo degli operatori che risultino positivi allo screening e sarà definito un percorso dedicato per l’esecuzione del tampone e finalizzato al rientro lavorativo».

 

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