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Falsi green pass in vendita: indagati marito e moglie

La coppia aveva acquistato il certificato durante un soggiorno a Napoli: «Ero incinta, non mi volevo vaccinare»
Polizia postale

GROSSETO. Sono in corso da questa mattina alcune perquisizioni su delega della procura di Napoli in provincia di Grosseto: al centro dell’indagine della polizia un sistema criminale specializzato nella commercializzazione di green pass totalmente falsi in grado di superare i controlli tramite l’app di verifica.

Perquisizioni a Grosseto

Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico per la Protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della polizia postale di Napoli, al termine di una serie di indagini informatiche, hanno individuato un gruppo in grado, pur non violando direttamente i sistemi informatici, di generare certificati verdi, utilizzando le credenziali di accesso sottratte alle farmacie con tecniche di phishing.

Due le persone finite sotto indagine a Grosseto: si tratta di una coppia di marito e moglie, entrambi 35enni e originari della provincia di Napoli. La donna è una commerciante, il marito invece lavora in una ditta di trasporti. Entrambi avevano scaricato sul loro telefono un green pass falso, ma creato con i dati sottratti ai sistemi informatici delle farmacie e dell’Asl di Napoli.

Gli uomini della polizia postale hanno sequestrato i green pass. La donna ha spiegato agli agenti della polposta di aver ottenuto quel certificato durante un soggiorno a Napoli. Era incinta e non voleva vaccinarsi, così un conoscente le avrebbe proposto la certificazione verde fasulla.

Gli indagati, in totale, sono 40: dieci quelli che secondo gli investigatori, a Napoli, avevano messo in piedi questo sodalizio criminale. Gli altri quindi, sono tutte persone che hanno acquistato il falso green pass.

Il super green pass

Martedì 15 dicembre il Governo ha prorogato lo stato d’emergenza fino al 31 marzo, così come il super green pass anche in zona bianca per lo svolgimento delle attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla, ovvero ristoranti al chiuso, cinema, discoteche, stadi. Queste attività quindi saranno accessibili solo ai vaccinati o ai guariti dal covid. Restrizioni riguardano, a seconda della zona, anche bar, palestre, piscine, palestre, piscine, musei, teatri.

Chi possiede già un green pass valido per vaccinazione o guarigione non deve scaricare una nuova certificazione perché è l’app Verifica C19 a riconoscerne la validità. La certificazione verde per vaccinazione dopo la prima dose viene generata automaticamente dopo 12 giorni dalla somministrazione ed è valida dal 15° giorno dal vaccino fino alla data della seconda dose.

Ogni green pass per le dosi successive alla prima verrà rilasciata entro 48 ore dalla somministrazione e, a partire dal 15 dicembre, sarà valida per 9 mesi. Dal 15 dicembre 2021 la durata di validità del Green Pass è stata ridotta dagli attuali 12 a 9 mesi.

Resta l’obbligo del green pass base per il trasporto pubblico locale, come autobus e metro e per quanto riguarda i mezzi di media e lunga percorrenza (aerei, navi, treni Intercity e Alta Velocità, corriere funivie, cabinovie, impianti sciistici). Sull’intera rete ferroviaria e per i mezzi pubblici resta sufficiente la certificazione verde semplice.

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