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Discoteche di nuovo chiuse: «Paghiamo noi per tutti»

L’amarezza di Aldo Giuliani, proprietario del Faq: annullate le feste di Natale e Capodanno, 30 persone senza lavorare
L'interno del Faq
L’interno del Faq, il locale in via Legnano

GROSSETO. Era metà ottobre quando la gioia incontenibile di Aldo Giuliani era esplosa tutta insieme: dopo 20 mesi, il proprietario del Faq aveva potuto riaprire il portone del suo locale e aveva ricominciato a organizzare le serate, con i dj o con la musica dal vivo.

Serate che sono state un dribbling tra controlli dei green pass alla porta, rispetto del distanziamento e presenza delle forze dell’ordine all’interno del locale: nulla, insomma, che abbia fatto pensare nemmeno per un attimo alla spensieratezza di un tempo, ma almeno qualcosa che facesse da una parte divertire i giovani e dall’altro garantire il pagamento del personale e degli artisti.

Ora, dopo la conferenza del premier Draghi, le porte del Faq si sono chiuse un’altra volta, fino al 31 gennaio.

Lo sfogo dell’imprenditore: «Mi viene voglia di vendere ed andarmene»

Annullata la serata Enjoy in programma per Natale, niente veglione di Capodanno. «Ho dovuto disdire anche tutte le serate di musica dal vivo che avevo programmato fino alla fine di gennaio – dice – È vero che la colpa non è mia, ma anche con gli artisti perdiamo di credibilità. E anche questa volta, così come è successo dall’inizio della pandemia, siamo noi gestori delle discoteche a pagare per tutti».

Aldo Giuliani

In Maremma, i locali da ballo attualmente aperti, erano il Faq e l’Allegria a Follonica. «Ma ci sono i circoli dove si continua a ballare – aggiunge Giuliani – e per l’ultimo dell’anno ci saranno comunque feste con la musica, sia nelle case che in alcuni ristoranti della provincia. Per Natale e Santo Stefano, la sera, bastava fare due passi in centro, pieno di giovani accalcati e senza mascherina. Però sembra che il Covid lo si trovi solo in discoteca, dove controlliamo il green pass a tutti e dove limitiamo gli accessi delle persone».

Per la festa di Capodanno al Faq era tutto pronto. Poi però, è arrivata la doccia fredda. «Il 23 dicembre c’è stata la conferenza stampa di Draghi – dice Giuliani – il 24 la chiusura delle discoteche era già pubblicata in Gazzetta. Per la nostra categoria non è mai stato previsto nemmeno un aiuto: siamo quelli che hanno sempre pagato per tutti».

Il post sul profilo del Faq
Il post sul profilo del Faq

È amareggiato Giuliani, lo è per la sua attività e per i ragazzi che lavorano al Faq. «Il lavoro per la serata dell’ultimo dell’anno viene pagata di più – dice – e ci sono persone che su quei soldi fanno affidamento. Sarò curioso di vedere se nei ristoranti dove si farà anche musica e soprattutto in centro verranno rispettati distanziamento e tutti indosseranno le mascherine: da quando abbiamo riaperto, ogni sera ho avuto controlli. Però fuori non li ho visti».

L’imprenditore sta valutando se riaprire il 31 gennaio. O se cambiare non soltanto attività, ma anche città. «Come i miei colleghi che portano avanti discoteche invernali – dice – ho subito una chiusura di 20 mesi a fronte della quale non abbiamo ottenuto ristori. Abbiamo la responsabilità del personale, degli artisti che si esibiscono da noi, ma di questo mondo non se ne fa carico nessuno. Io non so nemmeno se ho più voglia di continuare ad investire per vedere volatilizzati tutti i miei sforzi. Mi viene voglia di mollare e trasferirmi altrove, cambiare Paese».

 

 

 

 

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