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Clint Eastwood, sul grande schermo a 91 anni

È uscito nelle sale Cry Macho, film sui luoghi comuni che invita a una profonda riflessione
Cry Macho

GROSSETO. 91 anni e non sentirli, davanti e dietro la macchina da presa: Clint Eastwood si regala un’altra interpretazione con Cry Macho, ritorno a casa da leggenda, non tanto per il film ma per la sua voglia di fare quello che gli piace di più al mondo, recitare e dirigere. Questa volta l’ambiente Eastwood lo conosce bene è su uno dei territori preferiti, la frontiera. E il film l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1975 scritto da N. Richard Nash, autore anche della sceneggiatura insieme a Nick Schenk, è la classica storia di redenzione.

La trama

Mike Milo è una vecchia gloria del rodeo riconvertita in addestratore di cavalli alla fine degli anni Settanta. Un incidente e diverse bottiglie dopo è in credito con la vita e in debito col suo capo, Howard Polk. Padrone di un ranch con pochi scrupoli e molte ambasce, Polk affida a Mike la missione di ritrovare suo figlio in Messico e di condurlo negli States. Mike accetta ma le cose non saranno così facili. Rafael è testardo come il gallo con cui si accompagna, sua madre violenta come gli uomini di cui si circonda. Dissuaso a più riprese dagli scagnozzi della donna, decisa a trattenere il figlio al di qua del confine, Mike persiste e convince Rafael a seguirlo. L’improbabile duo incontrerà molti ostacoli lungo la strada ma altrettante corrispondenze che metteranno le rispettive vite nella giusta prospettiva.

La critica

Cry Macho però, secondo la critica, non è un’opera introspettiva di Eastwood, ma forse il film raschia solo la superficie, e a dispetto del titolo è un appello a rivedere i codici della mascolinità. I due personaggi femminili sono confinati in vecchi cliché: da una parte Leta, la madre instabile di Rafael, ebbra di vino e di uomini, dall’altra Marta, la locandiera generosa e dispensatrice di un casto amore. La puttana e la santa, difficile essere più reazionari di così.

Una scena del film

Cry Macho svolge due film insieme: un road movie, interrotto da un lungo intermezzo bucolico, e un western esistenziale, che ha il ritiro dal mondo come unico orizzonte. Il primo è un racconto di formazione, che esplora i temi cari all’autore, la trasmissione, l’eredità, l’educazione al mondo (dei cavalli) e alla vita. Tra cavalli e strade polverose, cavalca i luoghi comuni, accumulando personaggi unidimensionali e dialoghi elementari. La strada è lunga e l’intrigo si impantana in un torpore che rischia di essergli fatale. Al debutto, il film configura un potenziale da suspense, abbandonato progressivamente con l’azione. La tensione tra Mike, Rafael e sua madre, che gli ha messo alle calcagna un antagonista incompetente e costantemente beccato dal gallo del titolo, passa in secondo piano.

 

Cry Macho – Ritorno a casa (Usa 2021, 104 minuti). Regia di Clint Eastwood, musiche di Mark Mancina, casa di produzione Warner Bros, Malpaso Productions, Ruddy Productions, sceneggiatura Nick Schenk, N.Richard Nash.

Cast: Clint Eastwood, Eduardo Minett, Natalia Traven, Dwight Yoakam, Fernanda Urrejola

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