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Chiede aiuto per un cliente violento, le chiudono il bar – IL VIDEO

Nel locale sono stati trovati alcuni pregiudicati. La titolare è esasperata e presenterà ricorso: «Non ho strumenti per tutelarmi, la chiusura è ingiusta»
Il Caffè Rosa in via Roma
Il Caffè Rosa in via Roma

GROSSETO. Il Caffè Rosa in via Roma, da stasera, giovedì 25 novembre sarà chiuso per tre giorni, su ordine del Questore. Gli agenti della questura alle 23,30 andranno a mettere i sigilli al locale. Motivi di sicurezza, si legge nel decreto consegnato alla donna. Perché durante il mese di novembre, le volanti sono intervenute tre volte. La prima, su richiesta della titolare, le altre due, durante i giri di controllo organizzati nella zona. «Problemi di ordine pubblico», si legge nel decreto. «La prima volta però sono stata io a chiedere l’intervento della polizia – spiega la titolare del bar – perché c’era un cliente che stava molestando tutti gli altri. Ho chiesto aiuto e ora invece mi fanno chiudere».

Sigilli al locale in via Roma

La sera del 4 novembre, Victoryno Mariana Barboi, titolare del Caffè Rosa, ha chiesto l’intervento delle volanti. «C’era un ragazzo straniero che stava dando di matto – racconta – molestava e infastidiva i clienti, aveva cominciato a spaccare bottiglie e bicchieri. Io sono una donna, sono sola e da sola mando avanti questo bar. Per quello la sera del 4 novembre ho chiesto aiuto, perché non potevo certamente intervenire da sola».

I controlli in via Roma sono costanti, da parte delle forze dell’ordine. E in altre due occasioni, il personale della questura è tornato al Caffè Rosa per verificare che tutto fosse a posto. Il 12 novembre, così come la sera stessa in cui Victoria ha chiamato la polizia, nel locale sono stati trovati alcuni pregiudicati mentre il 23 novembre, alle 20.45, i poliziotti hanno beccato un uomo, seduto a un tavolo, che aveva nascosto addosso una dose di cocaina: nella sua auto, gli agenti delle volanti ne hanno poi trovate altre tre.

«Io però non posso chiedere ai miei clienti il casellario giudiziario – dice la donna – Non rientra nelle competenze di una barista chiedere documenti a chi frequenta il locale. Quando ho rilevato il Caffè Rosa era pieno di persone poco per bene. Da luglio a oggi ho cercato di fare pulito, al massimo delle mie possibilità. Per questo non è giusta l’ordinanza di chiusura. È come se la colpa di quello che succede qui fosse mia».

Victoria ha rilevato il Caffè Rosa lo scorso luglio. Mamma di una bambina di 5 anni e mezzo e di una ragazzina di 14 anni e mezzo, la donna è da sola a mandare avanti il locale. «Ho quattro dipendenti che devo pagare – dice – e io lavoro qui per mantenere le mie figlie. Sono una donna sola, e oggi questa ordinanza mi è arrivata addosso come un fulmine a ciel sereno. Che strumenti ho io per tutelarmi?».

L’avvocata farà ricorso

Il ricorso contro l’ordinanza sarà depositato dall’avvocata Francesca Carnicelli  già domani mattina, venerdì 26 novembre. Ma difficilmente ci saranno i tempi tecnici affinché la chiusura, imposta per tre giorni, venga annullata. «Nella giornata contro la violenza sulle donne – dice l’avvocata della donna – ci piacerebbe che lo Stato battesse un colpo e intervenisse a tutela di persone come Victoria, che da sola mantiene una famiglia e manda avanti un’attività».

Victoryno Mariana Barboi
Victoryno Mariana Barboi

La donna, con grande fatica, negli ultimi mesi ha cercato di dare un volto nuovo al locale. «All’inizio c’erano persone poco raccomandabili – ricorda Victoria – pensavano di stare nel bar e fare quello che volevano. Piano piano ho cercato di allontanarli, ma a chi viene qui per prendere un caffè o un aperitivo non posso chiedere altro se non il Green pass e certe volte alcuni clienti si arrabbiano anche per questo. Quando gli agenti della polizia o i carabinieri vengono qui sono contenta. Però la chiusura del locale la vivo male, è come se la responsabilità di quello che succede fosse attribuita a me. Io cosa posso fare più di quello che faccio?».

Il comunicato della questura

«Il provvedimento del questore si è reso necessario dopo servizi di controllo del territorio della polizia amministrativa e dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, per un’efficace azione di prevenzione e contrasto all’attività delittuosa. Durante i ripetuti controlli di polizia presso il locale, divenuto in queste settimane luogo di naturale aggregazione di numerose persone pericolose per la collettività, gli operatori identificavano diversi soggetti, molti con precedenti penali. In un caso un assiduo frequentatore del bar si scagliava con violenza contro i poliziotti, i quali riuscivano a bloccarlo e ad arrestarlo per minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonostante il tentativo di altri clienti di sottrarlo al fermo di polizia».

«Il questore ha emesso il provvedimento di sospensione dell’attività dell’esercizio commerciale ai sensi dell’art. 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), con contestuale  chiusura per evitare la ripetizione di atti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica e dissuadere i soggetti indesiderati dal riunirsi e porre in essere condotte fuori dalle regole. Solo pochi giorni fa era stato denunciato un altro frequentatore del locale per illecita detenzione di sostanza stupefacente, occultata nei vestiti e nell’auto parcheggiata nella vicinissima via Damiano Chiesa».

 

 

 

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