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Ascom: adesione altissima al vaccino nelle aziende

Ma il presidente Gennari avverte: «Grande responsabilità, ma anche costi molto elevati. E in qualche caso guadagni limitati dalle regole»
Il presidente di Ascom, Giulio Gennari
Il presidente di Ascom, Giulio Gennari

GROSSETO. Le aziende grossetane credono nel vaccino. Le adesioni sono altissime. Lo spiega, nella sede di Ascom,  Maria Concetta Monaci, anima de Il Frantoio di CapalbioUn ristorante, luogo d’incontro e di relazioni. Con grande soddisfazione Maria Concetta sottolinea la serietà e la professionalità con la quale i propri dipendenti hanno accolto la normativa relativa al Green Pass.

«Il clima favorevole del mese di ottobre ha contribuito ad un aumento delle presenze di turisti stranieri che hanno scelto il nostro territorio dando un segnale incoraggiante a tutte quelle attività che durante la pandemia hanno sofferto un forte calo di presenze.
Dobbiamo però continuare ad investire sulle spiagge coinvolgendo le aziende locali per evitare che tutti coloro che hanno conosciuto la Maremma tramite lo smart-working, vivano l’esigenza di tornare nei luoghi che offrono più servizi».

A confermare l’altissima adesione al Green Pass nelle aziende grossetane, rispetto ai dati in loro possesso relativi ad altre province è il presidente di Ascom, Giulio Gennari.

«Alcune aziende nell’ambito della ristorazione e dell’accoglienza, dove i processi normativi sono complessi e con le difficoltà sorte nella ricerca di personale specializzato, devono confrontarsi con la chiusura verso coloro i quali non possiedono il Green Pass. Altre aziende, con dipendenti non vaccinati si trovano a dover pagare i tamponi, con costi bisettimanali, arrivando a cifre importanti laddove il numero di lavoratori diventa elevato. È comprensibile, sapere che ci sono persone contrarie ai vaccini, questo ad oggi, comporta ad una minoranza che in qualche modo ostacola i diritti di una maggioranza».

«È importante guardare ad esempio ai vari punti logistici come il porto di Trieste, che versa in una situazione altamente preoccupante, i nostri consumatori potrebbero soffrire la difficoltà ad approvvigionarsi dei beni fondamentali soprattutto nella stagione invernale, dove cresce il consumo di combustibili, pellet che provengono dall’estero. Per evitare che ci siano malintesi è importante che le istruzioni siano chiare e precise, da parte delle aziende, a garanzia dei dipendenti e del sacrosanto diritto al lavoro».

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