Skip to content

Apre la caccia al cinghiale: doppiette pronte

Oltre 5mila i cacciatori iscritti nei due ambiti territoriali caccia della Maremma, divisi in 129 squadre
due esemplari di cinghiali

GRIOSSETO. In Maremma la battuta al cinghiale è molto più che “caccia”. È tradizione, storia, costume, aggregazione, ma anche scontro e polemiche tra ambientalisti e doppiette, cui si uniscono spesso gli agricoltori che subiscono danni al raccolto dall’eccessivo numero di ungulati, problema annoso e – a quanto pare- di difficile soluzione. La caccia, allora, diventa controllo di una specie che di maremmano conserva il nome, poiché i cinghiali che popolano oggi il centro Italia sono il frutto di un incrocio di razze provenienti da altri Paesi europei, per lo più dell’Est, quindi molto più prolifici e di maggiori dimensioni.

Tuttavia, da qualunque punto la si guardi, quella del 1° novembre, resta l’apertura più attesa tra varie date del calendario venatorio, non solo dalle doppiette maremmane, ma anche da tanti appassionati che vengono da fuori provincia e regione. In totale i cacciatori iscritti per la caccia in battuta al cinghiale, nei due Ambiti territoriali caccia (Atc) della provincia di Grosseto sono 5.240, suddivisi in 129 squadre.

Nel dettaglio, nell’Atc Gr6, che comprende 9 comuni della zona nord della provincia (Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Scarlino, Massa Marittima, Monterotondo Follonica, Montieri, Roccastrada, Civitella Marittima), suddivisi in 13 distretti, (le unità territoriali che gestiscono le modalità di caccia al cinghiale e alle quali sono assegnate le squadre) sono iscritti 2.284 cacciatori cui si aggiungono 129 provenienti da fuori regione. Nell’Atc Gr7, che comprende i restanti 19 comuni del territorio provinciale per un totale di circa 93mila ettari di territorio vocato alla caccia al cinghiale in battuta divisi in 23 distretti, invece, gli iscritti sono 2.956, cui si aggiungono circa 4mila giornate annue in media di iscritti toscani e da fuori regione.

La passata stagione, segnata dall’emergenza Covid e dunque dall’impossibilità di spostarsi anche tra comuni oltre che tra regioni, è stata decisamente anomala, con intere giornate saltate perché mancava il numero minimo di cacciatori (18) per avviare la battuta. Malgrado questo il numero di capi abbattuti è stato comunque elevato:  3.929 nell’Atc Gr6 e 5.738 nell’Atc Gr7, per un totale  di 7.194 cinghiali. In netta diminuzione rispetto alla stagione 2018-19 (in totale 9.667 cinghiali) e quella 2019-2020 (8.522).

«Ci auguriamo che nella stagione venatoria che si apre – si augura Giancarlo Innocenti, presidente dell’Atc Gr7 – le squadre possano esprimere la loro massima potenzialità per compensare il calo degli abbattimenti della precedente, causa Covid e restrizioni ad esso connesse. Il raggiungimento degli obiettivi del piano di abbattimento è cosa quanto mai utile alla riduzione dei danni alle colture agricole e degli altri rischi connessi all’aumento della consistenza degli ungulati».

Dello stesso avviso Alessandro Cacciò, presidente dell’Atc Gr6, che in aggiunta invita i cacciatori alla massima attenzione, prudenza e rispetto delle regole di sicurezza, per evitare incidenti, «affinché un momento di aggregazione e divertimento non debba trasformarsi in tragedia, come purtroppo tante volte è accaduto», dichiara.

 

 

Condividi su

Share on whatsapp
Share on facebook
Share on telegram
Share on email
Share on linkedin
Share on twitter

Articoli correlati