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Abusa per anni del figlio, disposta la perizia psichiatrica

Violenza sessuale, maltrattamenti e sequestro di persona i reati contestati ai genitori di un ventenne che ha avuto la forza di denunciarli
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. L’orrore era emerso tutto insieme, all’improvviso, lo scorso febbraio, quando un ragazzo di appena vent’anni era riuscito a spezzare le catene che lo tenevano rinchiuso in un mondo fatto di violenza, a trovare rifugio in una struttura protetta e a denunciare suo padre. L’uomo pochi giorni dopo fu arrestato dai carabinieri, che gli notificarono un’ordinanza firmata dal giudice Sergio Compagnucci. Le accuse erano e sono rimaste pesantissime: violenza sessualemaltrattamenti in famiglia, sequestro di persona.

Reati dei quali dovrà rispondere non solo l’uomo, ma anche la moglie, madre del ragazzo: la donna non ha mai abusato del figlio, ma non è mai intervenuta per mettere la parola fine ai soprusi del marito.

Anni di violenza nella cameretta

«Babbo mi tocca le parti intime quando mi fa la doccia – aveva raccontato il ragazzo in procura – ma io sono adulto e la doccia me la voglio fare da solo».  Durante la doccia, o quando il ragazzo si faceva il bidet, fin da piccolo, doveva subire le pulsioni deviate del padre. O anche durante la notte, mentre cercava di addormentarsi.  «Quando dormo sul mio letto – aveva spiegato ai  carabinieri ai quali si era rivolto – babbo viene e si sdraia proprio su di me. Babbo viene tutte le notti in camera mia».

Nel 2006, la procura dei Minori di Firenze si era occupata di lui per un presunto caso di maltrattamenti in famiglia. L’uomo infatti, quando usciva da casa, chiudeva sempre la porta a chiave. «In casa c’è sempre mia  mamma, che non esce mai e sta sempre al computer – aveva aggiunto il ragazzo –  Anche lei però non mi fa uscire e non mi dà le chiavi».

Abusato ogni giorno e ogni notte, senza mai la possibilità di uscire. La madre del ragazzo, qualche volta aveva cercato di intervenire chiedendo al marito, sessantenne grossetano, di smetterla di trattare loro figlio come un bambino. Ma gli abusi erano proseguiti, nonostante che della situazione fossero stati informati gli assistenti sociali e i medici che seguono il ventunenne, oltre al parroco. A febbraio, il ragazzo non ce l’aveva fatta più e aveva deciso di presentarsi dai carabinieri per raccontare l’orrore che aveva vissuto fin da bambino.

Marito e moglie a processo

Giovedì 25 novembre, di fronte al giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, il sostituto procuratore Giovanni De Marco ha chiesto il rinvio a giudizio di marito e moglie. Difesi dall’avvocato Alessandro D’Amato, il loro legale ha chiesto che venissero giudicati con il rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il ragazzo, assistito dall’avvocato Carlo De Martis, si è costituito parte civile.

L’udienza è stata quindi rinviata per permettere al consulente del tribunale, il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi, di depositare la perizia psichiatrica alla quale i genitori del giovane verranno sottoposti.

 

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