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A Grosseto per fotografare l’anima dei musicisti

Raccontare le loro storie attraverso le immagini per poi farli suonare: il progetto di Marco Marroni
Luca Fico, batterista fotografato da Marco Marroni a Grosseto. www.maremmaoggi.net
Luca Fico, batterista fotografato da Marco Marroni

GROSSETO. Fotografare l’anima dei musicisti di Grosseto. Nella loro città, senza che lo sfondo sul quale si muovono possa in qualche modo inquinare la loro musica. È un progetto ambizioso quella di Marco Marroni, fotografo di moda che per 10 anni ha lavorato in Australia per marchi prestigiosissimi. Poi ha deciso di tornare e tra un lavoro e l’altro, in compagnia di modelli famosi o nelle sedi delle aziende più quotate, ha scelto di tornare a una sua vecchia passione. Anzi, di unirne due: quella per la fotografia con quella per la musica.

Quattro testimonial d’eccezione davanti all’obiettivo

I primi quattro artisti finiti davanti alla macchina fotografica di Marroni sono ben conosciuti. E non solo a Grosseto. Luca Fico, batterista che più rock non si può, Filippo Rootman Fratangeli con i suoi inconfondibili dread e il reggae che gli scorre nel sangue, tastierista dei Quartiere Coffee, il chitarrista Filippo Scandroglio che ha accompagnato Lucio Corsi anche nel salotto di Daria Bignardi e Luca Berti, cantante e bassista pop che in città teme pochi rivali.

Luca Fico fotografato a Grosseto www.maremmaoggi.net
Luca Fico

Ruvidi, con il cemento sullo sfondo, senza orpelli né artifici. Marco Marroni li ha visti così e così li ha voluti restituire a chi lo segue sulla sua pagina di Instagram. «Quello che volevo – dice – era far venire fuori quello che avevano dentro. Ho sempre avuto un legame molto forte con la musica: anch’io ho suonato a lungo la chitarra e le sensazioni che dà la musica sono così potenti che traspaiono anche in una fotografia».

Non è certo la prima volta che Marroni si trova davanti artisti e musicisti. A lungo ha scattato per i Litfiba («Per vari componenti dei Litfiba ma mai, per mio dispiacere, con Piero Pelù», dice), ha immortalato Irene Grandi a Firenze, in pieno lockdown e con la città deserta, ha seguito gruppi e cantanti. Poi, una volta tornato a Grosseto dopo essere stato all’altro capo del mondo per dieci anni, ha provato a raccontare la musica che suona in città.

Una serata di immagini e musica

La voglia di musica c’è, a Grosseto, come altrove. Gli spazi invece mancano. «Manca soprattutto un posto che tenga insieme le varie anime della musica grossetana – dice – un luogo dove ogni sera dovresti poter andare a sentire qualcuno che suona». È verissimo. E proprio per questo, il naturale sviluppo del progetto che ha in mente Marroni, non potrà essere che un’esposizione delle foto che sta scattando proprio in questi giorni durante la quale i musicisti immortalati potranno suonare la loro musica.

«Il progetto è ancora aperto – dice – Mi piacerebbe inserire via via altri artisti che possano raccontare con il loro volto la musica che suonano. Una decina di persone, magari, non di più. E tutti della provincia di Grosseto, senza andare fuori, per ora. Pensavo poi di stampare le foto con le dimensioni dei poster».

È un’idea straordinaria, quella di Marroni, per chi ama la musica e per chi, ogni giorno, vorrebbe scoprire qualcosa di nuovo e di bello. Perché a mandare avanti questo progetto è la passione.

Il fotografo di moda prestato ai volti del pentagramma

Sono pochi i modelli che non sono passati davanti alle lenti degli obbiettivi di Marco Marroni. La sua, è una lunga carriera, la maggior parte della quale passata in Australia, dove ha vissuto 10 anni a Melbourne. «La cosa divertente è che in Australia ho lavorato per griffe italiane come Diesel o Ferragamo – dice – mentre molti marchi australiani mi hanno chiesto di lavorare per loro a Pitti Uomo, a Firenze».

Il comparto estero della maison fiorentina Ferragamo, ad esempio, è seguito da uno dei figli del fondatore del marchio. «Che ho conosciuto in Australia – dice Marroni – ma che viene spessissimo in Maremma per fare kitesurf».

Il lavoro di Marroni è un lavoro di grande sacrificio e altrettanta soddisfazione. Come dimostra questo suo ultimo progetto. Raccontare un mondo, quello della musica grossetana, attraverso la sua macchina fotografica.

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