Skip to content

A 10 anni con il Covid e la febbre: «Nessuno l’ha visitata»

La mamma della bambina, impaurita, ha portato la figlia al pronto soccorso. L’Asl: «Preoccupazione comprensibile ma bisogna stare a casa»
Il reparto di malattie infettive Covid dell'ospedale di Grosseto

GROSSETO. A casa da dieci giorni con il Covid. All’inizio senza sintomi, che sono però comparsi con il passare del tempo. «E nessun medico è venuto a visitare mia figlia che stava peggiorando». A raccontare un’Odissea durata quasi una settimana è una giovane mamma grossetana, Alessia.

La donna, madre di una bambina di 10 anni, lunedì 29 novembre ha preso sua figlia, che aveva febbre e tosse e l’ha portata al pronto soccorso.

Solo tre telefonate da parte dell’Usca

La famiglia era già in quarantena perché nella scuola della bambina c’era un alunno positivo. «Poi a mia figlia è venuta la febbre – racconta Alessia e la tosse e stava peggiorando. Ho chiamato io l’Usca per far prendere in carico mia figlia. Per tre giorni sono stata contattata, poi però non ho sentito più nessuno. La domenica la bambina è peggiorata e così ho chiamato per chiedere che venisse vista da un medico. Aveva perso il gusto, aveva dolore alle ossa, la febbre e la tossa. Ho avuto paura».

Al telefono però è stato detto alla madre della bambina che il medico non l’avrebbe potuta vedere domenica ma che avrebbe segnato la visita per il giorno seguente. Lunedì mattina le condizioni della bambina non erano migliorate. «Ho richiamato di nuovo l’Usca dove però mi hanno detto di nuovo che non c’era alcuna visita segnata – dice Alessia – Mi sono arrabbiata e ho detto che avrei portato mia figlia al pronto soccorso.  Mi sono sentita rispondere: “se va al pronto soccorso non mi fa un dispetto”. E allora, ho fatto proprio in quel modo». Non fosse che, una volta arrivata sotto alla tenda del pre triage, ad Alessia è stato detto che con la bambina positiva al Covid, non sarebbe dovuta andare all’ospedale. «È venuto subito un pediatra che ringrazio con tutto il cuore – dice la donna – Ha visitato finalmente mia figlia, le ha dato un farmaco in aggiunta a quelli che prendeva. Mi ha detto che stava avendo un principio di polmonite. Io lo so che la situazione è difficile per tutti, ma ho avuto paura per la mia bambina».

La ricostruzione dell’Asl

«I medici dell’Usca non hanno valutato grave lo stato della piccola – spiega l’Asl Toscana Sud est in una nota – Al momento della telefonata della madre di lunedì mattina, che riferiva un’intensificazione della tosse della bambina, con temperatura corporea nella norma, i medici hanno dato, come da prassi, precedenza a una chiamata per un caso urgente, restando d’accordo con la madre di risentirla appena terminata la visita prioritaria. Al rientro, il team Usca ha saputo che la bambina era stata nel frattempo portata in Pronto soccorso dalla madre, dove è stata dimessa dopo poco con prescrizione di un farmaco in aggiunta alla terapia che già stava assumendo. L’Usca ha quindi ricontattato telefonicamente la madre, rassicurandola sul monitoraggio costante da parte di Usca nel proseguo della malattia e del conseguente isolamento. L’Azienda comprende la preoccupazione di una madre verso la salute della figlia. È comunque giusto ricordare che i pazienti Covid positivi, asintomatici o paucisintomatici, ricevono una disposizione di isolamento domiciliare, il cui rispetto consente la sicurezza di tutta la comunità».

Condividi su

Share on whatsapp
Share on facebook
Share on telegram
Share on email
Share on linkedin
Share on twitter

Articoli correlati